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PROFITTO

PROFITTO

Ci si ammazza per profitto
si lascia morire per profitto
si generano nuove malattie
si elaborano nuovi sistemi di assoggettamento
si dissemina la paura
si causano guerre, inflazioni
carestie orchestrate
generazione in generazione
soppressa dalla decrescita contraffatta dell’economia
si strascica il popolo nella miseria più brutta
succhiandone brutalmente il sangue
fino all’ultima squattrinata goccia
e tutto in nome sacro del profitto
lei che assolda un killer per far fuori il marito
lui che pugnala alle spalle l’amico più intimo
loro che controllano milioni di telefonate
interrano microspie sottopelle ai propri concittadini
piazzano telecamere nelle loro abitazioni
entrano nelle loro mail
studiano nuove forme d’imbroglio
fanno cadere governi
finanziano regimi dittatoriali
vendono armi ai terroristi
costringono ragazze a prostituirsi
insegnano ai loro figli l’arte della piovra
il profitto è l’obiettivo ultimale
tutto deve fare profitto
l’uomo ha massacrato civiltà intere
all’insegna del profitto
la nostra vita cosi come la viviamo
è grazie al profitto
accumulare più di quanto si può accumulare
desiderare ciò che non si ha
il profitto è stato la fine di tutto quanto
ogni valore è un valore smisurato.

E purtroppo così è. .

La dittatura che verrà (in nome della paura)

La dittatura che verrà (in nome della paura)

Non vi accorgete che in nome della paura ci stanno togliendo tutto? Non è una dittatura del singolo Paese, ma una dittatura mondiale che trascende gli stati. Le più grandi menti illuminate ci hanno donato una Costituzione proprio per evitare prossime dittature

Ed ora stanno trovando il modo per penetrare le barriere precostituite. Stanno saltando tutti i principi illuministici. Invito tutti a non essere tifosi dei propri partiti, è trasversale la sottomissione alla cd scienza. Quando imposero i vaccini ai neonati, appropriandosi del loro corpo, la massa che si pensava indenne si fece i fatti suoi. Il principio però che un’entità esterna ed invisibile, formata da uomini potentissimi e ricchissimi, potesse decidere cosa entrare nel nostro corpo fu infranto. Ora quella medesima entità decide cosa possiamo fare e non fare privandoci di qualsiasi cosa vuole, a proprio arbitrio, senza regole prestabilite, senza termine finale, impoverendoci tutti e portandoci allo stato di bisogno congeniale ai padroni, tramite l’uomo solo al comando, suo assoldato, derogando ai principi fondamentali costituzionali a presidio della persona umana. Non dico di non farlo, che vi sia questa parentesi, ma riflettete. La prossima volta l’entità esterna potrà decidere di somministrarci coattivamente farmaci sperimentali e/o di abbattere le persone infette o dissidenti, come nelle dittature che ci affascinano. Allora preservate la Costituzione, è l’unica difesa vera e sostanziale del cittadino e della persona umana, perciò quando dopo l’emergenza proveranno a cambiarla, giustificandolo con le nuove esigenze, noi dovremmo difenderci la Magna Carta a denti stretti. Solo questo. Per ora osserviamo le regole.

Io (non) ho paura

Io (non) ho paura

Ha vagamente la forma di una mandorla e da questa caratteristica mutua il nome dal greco: l’amigdala. Il compito di queste ghiandole, una per emisfero cerebrale, è, nell’arco di tempo di pochi millisecondi, di gestire le emozioni ed in particolare la paura.

La paura, l’emozione forse più strettamente connessa alla nostra sopravvivenza e quindi all’evoluzione. Le due amigdale – racchiuse lateralmente dai lobi temporali di destra e di sinistra – lavorano e memorizzano in tandem, ma hanno anche alcune specializzazioni che le distinguono. Quella di destra è orientata alla paura ed alle sensazioni negative, mentre quella di sinistra, sembra essere un po’ più aperta alle sensazioni positive ed in particolare al sistema delle ricompense.

Ogni amigdala riceve informazioni dai neuroni deputati alla vista, all’olfatto, all’udito o al dolore, e rispedisce ordini esecutivi verso l’apparato motorio o il sistema circolatorio. In caso di pericolo, ad esempio, ordina contemporaneamente al corpo di immobilizzarsi, al cuore di battere più forte e agli ormoni dello stress di fare il loro lavoro.

L’ ‘amigdala è dunque l’archivio della nostra memoria emozionale, per ciò analizza l’esperienza corrente, con quanto già accaduto nel passato: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione ed agisce, talvolta, prima di avere una piena conferma. L’amigdala può reagire prima che la corteccia sappia che cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza viene scatenata in modo indipendente dal pensiero cosciente, e generalmente privo di esso.

Un funzionamento difettoso dell’amigdala, dovuto a cause genetiche o ad un problema con i neurotrasmettitori, può essere collegato ad ansia, autismo, depressione, fobie e stress post-traumatico. Un trauma dovuto a situazioni vissute durante un conflitto bellico o nel corso di una violenza sessuale cambiano fisicamente l’amigdala in breve tempo. È probabilmente la struttura cerebrale sessualmente più dimorfica che c’è, ovvero quella che più distingue il cervello di tipo maschile da quello di tipo femminile.