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Il caldo record sta letteralmente sciogliendo la Groenlandia

Il caldo record sta letteralmente sciogliendo la Groenlandia

La Groenlandia la scorsa settimana ha registrato temperature da record, oltre 4°C in più rispetto alla media e gli effetti purtroppo si sono subito visti: in un solo giorno si sono sciolte circa 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio sul 40% del territorio dell’isola.

A rivelarlo è stato il National Data and Ice Data Center secondo cui la calotta glaciale della Groenlandia sembra aver assistito al suo più grande evento di scioglimento avvenuto all’inizio della stagione più calda. Preoccupa anche l’estensione del ghiaccio sull’Oceano Artico che non è mai stata così bassa a metà giugno dall’era dei satelliti meteorologici.

La Groenlandia ha visto le temperature salire fino a 4,5 gradi al di sopra del normale, lo scorso mercoledì.

“Lo scioglimento è grande e precoce”, ha detto Jason Box, climatologo del Geological Survey di Danimarca e Groenlandia.

Box ha spiegato che le temperature della calotta glaciale della Groenlandia occidentale sono state eccezionalmente alte ma anche la quantità di neve è stata ben al di sotto del normale.

https://twitter.com/GlacierBytes/status/1139264676402008065/

L’ultimo inverno è stato insolitamente caldo anche nella Groenlandia orientale e centrale.

“Ciò ha innescato una fusione diffusa che ha raggiunto circa il 45% della calotta glaciale”, ha spiegato Marco Tedesco, ricercatore della Columbia University,

Normalmente, la fusione di questa ampia porzione di ghiaccio non si verifica fino a metà dell’estate ma quest’anno è già avvenuta. È il segno degli eventi estremi che forniscono la prova dell’aumento delle temperature nell’Artico.

Finora, il 2012 è stato l’anno in cui la calotta glaciale della Groenlandia è stata testimone del più grande scioglimento mai registrato, con la più elevata perdita di ghiaccio. Il 2019 potrebbe essere addirittura peggio.

Il tempo nei prossimi mesi determinerà le sorti della calotta. Se è in atto un’alta pressione, “dovremmo battere un nuovo record”, ha twittato Xavier Fettweis, climatologo all’Università di Liegi in Belgio.

Xavier Fettweis@xavierfettweis

If such circulation anomalies (NAO<0) are confirmed this summer, we should break a new record of melt over the Greenland ice sheet …Judah Cohen@judah47CFS predicting Greenland high pressure that extends into the central Arctic for the remainder of June thru August. If accurate (and that is a very big if) this would likely result in accelerated #Arctic sea ice melt relative to recent summers & could favor #cool temps in NE US.817:25 – 12 giu 2019Informazioni e privacy per gli annunci di TwitterVisualizza altri Tweet di Xavier Fettweis

Ma gli scienziati che studiano la regione sanno che il clima della Groenlandia è molto variabile e può cambiare rapidamente.

Ghiaccio marino artico

I satelliti meteorologici stanno monitorando il ghiaccio marino nell’Artico sin dal 1979 e l’attuale copertura è la più bassa mai registrata per metà giugno.

L’estensione del ghiaccio è particolarmente ridotta nella parte dell’Oceano Artico adiacente all’Oceano Pacifico. La perdita di ghiaccio marino sui mari Chukchi e Beaufort lungo la costa settentrionale dell’Alaska è senza precedenti.

Le condizioni estreme dell’Artico, che hanno portato a questi eventi da record, hanno implicazioni di vasta portata. C’è un detto spesso ripetuto dai ricercatori: “Quello che succede nell’Artico non rimane nell’Artico”.

È proprio così. Lo scioglimento dei ghiacci al Polo Nord ha pesanti effetti sul clima di tutto il mondo. Non si sa ancora con certezza cosa accadrà in Groenlandia nei prossimi mesi ma di certo gli effetti arriveranno fino a noi.

fonte: greenme

La Groenlandia si sta sciogliendo ancora più velocemente di quanto previsto fino a oggi

La Groenlandia si sta sciogliendo ancora più velocemente di quanto previsto fino a oggi
È questo l’inquietante scenario delineato da un nuovo studio condotto dai ricercatori della Ohio State University. Gli scienziati preoccupati per l’innalzamento del livello del mare si erano a lungo concentrati sulle regioni sudorientali e nord-occidentali della Groenlandia, dove i grandi ghiacciai perdono gli iceberg che vanno poi alla deriva nell’Oceano Atlantico.

Ma il nuovo studio pubblicato il 21 gennaio su Pnas ha rilevato che la più grande perdita di ghiaccio registrata dall’inizio del 2003 alla metà del 2013 proviene dalla regione sud-occidentale della Groenlandia, che è per lo più priva di grandi ghiacciai.

“Qualunque cosa fosse, non poteva essere spiegata dai ghiacciai, perché non ce ne sono molti lì”, ha detto Michael Bevis, autore principale della ricerca e professore di geodinamica della Ohio State University. “Doveva essere la massa di superficie, il ghiaccio si stava sciogliendo dall’entroterra alla costa”

Questo scioglimento, che Bevis e i suoi coautori credono sia in gran parte causato dal riscaldamento globale, fa sì che nella parte sud-occidentale della Groenlandia, durante l’estate, fiumi d’acqua sfocino nell’oceano. Una minaccia meno nota e finora considerata poco seria ma in realtà molto grave in termini di innalzamento del livello del mare.

Gli scienziati del clima e i glaciologi dal 2002 monitorano via satellite la calotta glaciale della Groenlandia. I dati forniti dai satelliti hanno dimostrato che tra il 2002 e il 2016, la Groenlandia ha perso circa 280 gigatoni di ghiaccio all’anno. Inoltre, il tasso di perdita di ghiaccio in tutta l’isola era tutt’altro che costante.

Il team di Bevis ha utilizzato i dati dello strumento GRACE e della stazioni GPS sparse per la costa della Groenlandia per identificare i cambiamenti nella massa di ghiaccio. I modelli hanno mostrato una tendenza allarmante. Fino al 2012, il ghiaccio si stava perdendo a una velocità quasi quattro volte maggiore rispetto a quella del 2003. La più grande sorpresa era che questa accelerazione era concentrata nel sud-ovest della Groenlandia, una parte dell’isola che in precedenza non era investita da perdite repentine di ghiaccio.

La scoperta potrebbe avere gravi implicazioni per le città costiere degli Stati Uniti, tra cui New York e Miami, nonché per le nazioni insulari particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello del mare.

Purtroppo non si può tornare indietro, ha detto Bevis:

“L’unica cosa che possiamo fare è adattare e mitigare l’ulteriore riscaldamento globale: è troppo tardi perché non ci sia alcun effetto. Questo causerà un ulteriore innalzamento del livello del mare. Abbiamo visto che la calotta di ghiaccio è a un punto critico.”

E la colpa è certamente dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Fonte:https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/30190-groenlandia-scioglimento