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Trump: “Gli Usa e l’Italia alleati sin dai tempi dell’antica Roma” e la faccia della traduttrice diventa virale

Trump: “Gli Usa e l’Italia alleati sin dai tempi dell’antica Roma” e la faccia della traduttrice diventa virale

 Secondo Donald Trump, “Gli Stati Uniti e l’Italia sono legati culturalmente da legami che durano da migliaia di anni, fino all’Antica Roma”. Non solo il presidente ha pronunciato questa gigantesca castroneria storica (Gli Stati Uniti non solo non esistevano, ovviamente, ai tempi di Roma, ma l’intero continente americano non sarebbe stato scoperto prima di un altro millennio), ma ha anche ritenuto necessario farlo pubblicare dall’account twitter della Casa Bianca. È ancora lì:

The White House@WhiteHouse

🇺🇸
🇮🇹

President @realDonaldTrump just wrapped up a joint press conference with President Mattarella of Italy.

“The United States and Italy are bound together by a shared cultural and political heritage dating back thousands of years to Ancient Rome.” 18.00019:55 – 16 ott 2019Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter14.400 utenti ne stanno parlando

Ma a diventare virale sui social di tutto il mondo è la faccia della traduttrice italiana, non appena Trump pronuncia queste parole. La donna deve riferire al presidente Mattarella, in visita negli Stati Uniti, cosa ha appena detto Trump ed è ovviamente basita

Clima, il rapporto Usa: temperature record per colpa dell’uomo. E gli esperti temono la censura di Trump

Clima, il rapporto Usa: temperature record per colpa dell’uomo. E gli esperti temono la censura di Trump

La comunità scientifica Usa è in massima allerta. Il timore è che il presidente o i funzionari della sua amministrazione possano tentare di rallentare o addirittura bloccare gli studi sull’impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo negli Usa

Il New York Times ha ottenuto una copia riservata di un rapporto scientifico che lancia l’allarme sugli effetti in atto dei cambiamenti climatici (vai al dossier). «Le prove del cambiamento climatico sono abbondanti, dall’alto dell’atmosfera alla profondità degli oceani» spiega la bozza ottenuta dal giornale. Si tratta di una relazione completata quest’anno e redatta da scienziati che appartengono a 13 agenzie federali. Il dossier fa parte del National Climate Assessment richiesto dal congresso ogni quattro anni. Uno schiaffo alle teorie del presidente Trump e della sua amministrazione che invece alimentano le schiere dei negazionisti.

Dal 1980 temperature aumentate di 1,6 gradi

Secondo questo documento in Usa le conseguenze del surriscaldamento globale sono già evidenti e l’innalzamento delle temperature registrato negli ultimi sessant’anni è dovuto all’azione dell’uomo. Dal 1880 al 2015 le temperature sono aumentate di 1,6 gradi Fahrenheit e le cause sono da considerarsi legate al comportamento degli esseri umani. Dal 1980 la situazione è addirittura precipitata con un drammatico aumento delle temperature che ha portato al clima più caldo degli ultimi 1500 anni. Spiega il rapporto : «Ci sono evidenze che dimostrano come le attività umane, specialmente le emissioni di gas serra, sono le principali responsabili per i cambiamenti climatici rilevati nell’era industriale. Non ci sono altre spiegazioni alternative, non si tratta di cicli naturali che possano spiegare questi cambiamenti climatici».

Timori per le decisioni del presidente

Ora però la comunità scientifica americana è in massima allerta. Il timore è che il presidente Donald Trump o i funzionari della sua amministrazione possano tentare di rallentare o addirittura bloccare lo studio che deve essere ancora approvato. Secondo il New York Times parte degli studiosi che hanno lavorato alla relazione, ritiene che l’amministrazione Trump potrebbe bloccare le ricerche. Che la Casa Bianca si sia dimostrata sempre molto scettica se non avversa a parlare di cambiamento climatico, non è un mistero. Lo stesso presidente ha sempre rifiutato di dire se creda o meno nelle responsabilità umane nel surriscaldamento climatico. Inoltre a capo dell’Epa, l’Environmental Protection Agency, c’è il direttore Scott Pruitt, da sempre scettico. Addirittura pare che il ministero dell’agricoltura abbia chiesto ai propri funzionari di non adoperare l’espressione «cambiamento climatico», ma di preferire altre locuzioni come «situazioni meteorologiche estreme».