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Virgilio motta la storia dimenticata tra selfie e strette di mano

Nel 2009 c’era un tifoso dell’Inter che aveva appena steso il suo striscione.
Virgilio Motta si chiamava.
Aveva fondato un gruppo di tifosi chiamati Banda Bagaj: anziani, famiglie e, soprattutto, bambini che vanno allo stadio per sferrare sorrisi e organizzare abbracci.
Quel giorno del 2009 era il giorno del derby e Virgilio Motta aveva portato allo stadio almeno 150 ragazzini.

Nel secondo anello, quello sopra di lui occupato dagli ultras milanisti, avevano appena messo su una coreografia bellissima, di quelle che uno lo capisce subito che siamo al derby; solo che stavolta, a differenza delle altre volte, i tifosi rossoneri non avevano tirato via i grandi striscioni che erano rimasti penzoloni e impedivano ai tifosi dell’Inter che erano nel primo anello di guardare la partita.

Mo perché non li avessero tirati via non è chiarissimo: qualcuno dice che da quando la Fossa dei Leoni, lo storico gruppo ultras che gestiva tutta la Curva Sud, si era sciolta per cose un po’ oscure e legate alla ‘ndrangheta, c’era un po’ di casino per ristabilire le gerarchie.

So cose astruse da curvaroli e magari pure Virgilio ste cose non le sapeva bene.
E non sapeva neppure che se tocchi lo striscione di un gruppo ultras commetti peccato mortale, pure se sta lì appeso e non ti permette di vedere la partita.

E questo accade: qualcuno strappa lo striscione, alcuni ultras del milan se ne accorgono e scendono al primo anello per vendicare l’imperdonabile offesa. E picchiano gente un po’ a casaccio, gente normale, tifosi normali, non ultras come loro.

Virgilio si trova in mezzo e viene colpito da un cazzotto che gli fa esplodere il bulbo oculare e lo lascia cieco da un occhio. Per sempre.

Il processo dura qualche mese e trova il colpevole che viene condannato in primo grado a 4 anni e mezzo di prigione.
E al pagamento di 140.000 euro per i danni arrecati.

Ma Virgilio quei soldi non li avrà mai perché i suoi giustizieri sono nullatenenti e lui sperava tanto di averli per provare ad operarsi in America e ritrovare la vista.
Niente.

Virgilio perde il lavoro, cade in depressione e tre anni dopo si ammazza. Si ammazza proprio con le sue mani.

Il condannato invece è vivo e vegeto e oggi si abbraccia e si fa le fotine col Ministro degli Interni e Vicepresidente del Consiglio.

E tutti muti e a votare il decreto sicurezza perché la criminalità fa paura solo quando viene da lontano.
Quando ce l’hai davanti agli occhi, è meglio tenersela abbracciata che non si sa mai.

(Giuseppe Colella)