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Val di Funes: la valle in Alto Adige autogestita dai cittadini e 100% rinnovabile

Poco più di duemila abitanti su 25 km quadrati all’ombra delle imponenti Odle: la val di Funes, con le sue sei frazioni, lascia a chi la visita la sensazione certa che qui tra le Dolomiti la vita ha tutt’altro sapore. Lenta come i suoi ritmi, autonoma come l’energia che produce, sorridente come gli allevatori che vi lavorano, frizzante come la sua aria.

Villnösstal, val di Funes in tedesco, lontana dal turismo di massa delle vicine val Gardena o Alta Badia, ma poco distante da un’altra perla – Valgiovo – ha preservato il gusto antico delle sue tradizioni, riscoprendone altre che erano andate nel dimenticatoio e piazzandosi allo stesso tempo all’avanguardia nell’uso delle fonti rinnovabili e di una mobilità sostenibile.

Acqua e legno, sole, pecore e un cuore grosso così che fa degli Altoatesini della val di Funes e delle valli vicine, come quelle in cui sorge il comune di Racines, un popolo davvero unico. La vita in e per la comunità è la loro formula segreta, quella coscienza di appartenenza netta, di condivisione e di aiuto reciproco che fa dei valori ecosostenibili i capisaldi principali.

Qui tutto basta a se stesso, in una strategia di autogestione che continua a fare dell’Alto Adige la regione più green d’Italia.

Funes e le centrali idroelettriche
Funes e tutta la sua splendida valle con poche centinaia di abitanti per ognuna delle frazioni in cui è suddivisa si è messa in testa sin dagli anni ’60 di reinventarsi e non rimanere più una località isolata.

Ad oggi, tutta l’energia elettrica qui necessaria viene prodotta in loco da tre centrali idroelettriche e un impianto fotovoltaico. Nel contempo, due impianti di teleriscaldamento a biomassa riscaldano gli edifici, mentre si è proceduto anche all’elettrificazione delle malghe e al cablaggio in fibra ottica.

Una vera e propria rivoluzione, che ha fatto di questa valle un fiore all’occhiello nella ricerca di territori completamente sostenibili, dove il ruolo dei cittadini e le loro esigenze rimangono di vitale importanza.

È così, infatti, che con gli anni è cresciuta e ha preso forma una cooperativa energetica, i cui soci – attualmente circa 600 – sono gli stessi cittadini, che in questo modo vedono sulle loro bollette uno sconto sulle tariffe elettriche pari al 50-60% (in media il prezzo dell’energia per i soci oscilla tra gli 8 e gli 11 centesimi di euro per kWh).

La prima centrale idroelettrica moderna fu quella della frazione di Santa Maddalena nel 1966, rinnovata nel 2010 con una potenza di 225 kWp. Ad essa si sono pian piano aggiunte quella di San Pietro, con potenza di 482 kWp, e poi quella di Meles, inaugurata nel 2004 con un potenza di 2,7 MW, che ha firmato il ritorno in attivo del bilancio della cooperativa e reso la valle capace di produrre più energia elettrica 100% rinnovabile di quanta non ne consumi.

Il resto è praticamente messo in vendita alla rete nazionale e i ricavi sono reinvestiti sullo stesso territorio, traducendoli in sconti in bolletta o realizzando nuovi impianti. Ne sono un esempio le due centrali di teleriscaldamento a biomasse legnose, San Pietro e Santa Maddalena, che producono calore.

La comunità locale, dunque, ha scelto di puntare tutto sull’approvvigionamento energetico autonomo nel rispetto dell’ambiente, così come sulla mobilità dolce. E siamo certi che l’ambiente della valle rimarrà intatto anche per le generazioni future.

Mobilità dolce, le vacanze ecosostenibili tra le Alpine Pearls

Sia Val di Funes che Valgiovo, la valle che collega Vipiteno alla Val Passiria appartenente al comune di Racines, rientrano tra le Alpine Pearls, la cooperazione che propone vacanze eco in tutti i posti più belli delle Alpi.

Trasporti, seggiovie e impianti di risalita, sentieri, noleggio bici e e-bike, musei ed escursioni: è la Mobilcard Alto Adige che consente, con un unico biglietto, di spostarsi in maniera comoda ed ecocompatibile in tutto l’Alto Adige, dimenticandosi completamente dell’auto.

Insomma, muoversi qui, tra le valli e sulle cime, mette in pace col mondo, nel silenzio di questo verde meraviglioso, lontano anni luce dal caos cittadino e dove si conoscono persone come Oskar e Hannes e il loro impegno per il bene di tutti e per offrire un turismo sostenibile.

Oskar Messner e Hannes Rainer, quando la tradizione incontra il futuro
Utilizzo di prodotti locali, biologici e stagionali. Fanno brillare gli occhi il vigore, l’energia, la passione che ci mettono due giovani di queste parti, che hanno deciso di prendere in mano le redini di una tradizione mista alla visione di un futuro sostenibile.

Le pecore con gli occhiali
Passeggi e li vedi, quei pascoli ad alta quota che sgambettano beati. In val di Funes sono ormai nate a nuova vita le Villnösser Brillenschaf, ossia quelle simpatiche pecorelle con le macchie nere attorno agli occhi che sembrano occhiali. Adesso, nella stagione estiva, si trovano in alpeggio, poi scendono a valle e brucano l’erba dei prati fino all’arrivo della stagione invernale.

Nei primi anni 2000, Oskar Messner, chef in val di Funes dalla forte passione per i prodotti locali e tradizionali, ha deciso di recuperare le Brillenschaf a un passo dall’estinzione e, fondando un’associazione, ha contribuito fortemente al recupero di questa razza autoctona (oggi presidio Slow Food) lavorando a stretto contatto con i contadini della zona, quintuplicati in pochi anni.

La lana della pecora con gli occhiali è una delle più rinomate delle razze ovine alpine, lavorata dalle donne della valle, specializzate nella produzione di pantofole e berretti. Si è stati così in grado di recuperare anche le tradizionali tecniche di lavorazione dell’uncinetto e dell’infeltrimento della lana cardata e, perché no, unendole anche alle proprietà di altri prodotti. È il caso, per esempio, dei trucioli di cirmolo che, combinati con la lana, hanno la proprietà di abbassare il battito cardiaco e regalare sonni sereni.

Qui tutta la storia di Oskar Messner.

Hannes Rainer a Racines
racines
Più avanti poco più in là, in Valgiovo, sorge Racines, anch’essa rientrante nella cooperativa alpina Alpine Pearls. Il Passo del Giovo divide le Alpi Breonie con Cima dell’Accia, Monte Altacroce e Cima Libera dalle Alpi Sarentine a sud.

Una vallata dai colori incredibili, campanili, saliscendi tra allevamenti, coltivazioni e fattorie didattiche, il sogno per chi vuole trascorrere una vacanza in famiglia. Qui si lavora nel rispetto assoluto dell’ambiente, tanto che Hannes Rainer è stato in grado di realizzare da sé nel suo albergo dei moderni impianti di produzione di energia termo-elettrica e di recupero dell’energia di raffreddamento.

Un impianto a biomassa, una centrale termoelettrica a blocco e un sistema di recupero energia di raffreddamento: Hannes, figlio delle Alpi, è l’esempio classico di come i giovani possano far crescere e far brillare di luce propria il territorio nel quale sono nati e proteggerlo nell’ottica del recupero dei legami comunitari.

Nel garage del suo albergo è a disposizione una stazione di ricarica per auto elettriche o ibride plug-in, le stanze odorano dell’inconfondibile profumo di pino cembro e la piscina non ha cloro ma si pulisce tramite “elettrolisi salina”, che garantisce la disinfezione dell’acqua tramite il sale e impedisce la formazione di alghe.

L’Alto Adige non si smentisce, la sua gente sa come mantenerla viva e verde, rispettosa di ogni essere che calpesti la sua terra!

fonte:https://www.greenme.it/viaggiare/europa/italia/trentino-alto-adige/28402-val-di-funes-rinnovabile

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