Crea sito

USA 2004-2013, morte 316.545 persone per armi da fuoco, 36 per terrorismo! Un’emergenza che non si vuole vedere.

USA 2004-2013, morte 316.545 persone per armi da fuoco, 36 per terrorismo! Un’emergenza che non si vuole vedere.

Un’emergenza che non si vuole vedere: 316.545 contro 36. Sono i numeri del confronto sulle morti causate sul suolo americano dalle armi da fuoco e dal terrorismo tra il 2004 e il 2013.

A fornire questi dati il Dipartimento di Stato e i Centers for Disease Control and Prevention, dai quali emerge che quella di La Vegas è solo l’ultima di una lunghissima serie di stragi compiute grazie al secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, che garantisce a ogni cittadino il diritto di possedere un’arma da fuoco.

A causare questi oltre 300mila morti non ci sono solo le stragi, ma anche suicidi e incidenti provocati da un uso errato delle armi. Nel numero non sono conteggiate le vittime provocate dal fuoco sparato dalle forze dell’ordine. Quelli del 2013 sono i dati più recenti che si hanno a disposizione, e affermano che solo in quell’anno ci sono stati 33.169 morti, così suddivisi: 11.203 omicidi, 21.175 suicidi, 505 incidenti e 281 decessi con motivazioni ancora incerte.
Una cifra che è pari a un terzo dei soldati americani morti durante l’intero conflitto in Vietnam.
Ecco a seguire le più gravi stragi commesse da individui armati negli ultimi 25 anni negli Stati Uniti.

1 ottobre – 2017 – Strage di Las Vegas – 59 morti e 527 feriti

– Il 12 giugno 2016 un americano di origini afgane, Omar Mateen, uccide 49 persone e ne ferisce una cinquantina in un club gay di Orlando (Florida), perpetrando il peggior attentato negli Usa dopo quello dell’11 Settembre. Dopo tre ore di trattative, le forze dell’ordine abbattono l’assalitore. L’Isis al quale aveva giurato fedeltà, rivendica l’attacco.
– Il 2 dicembre 2015 una coppia sposata di islamisti radicalizzati di origine pachistana apre il fuoco durante un pranzo di Natale a San Bernardino (California), facendo 14 morti e 22 feriti.
– Il 16 settembre 2013, un uomo, che lavorava per una società appaltata del ministero della Difesa, apre il fuoco in degli uffici della Marina americana, a Washington DC, uccidendo 12 persone, prima di essere abbattuto dalla polizia.
– Il 14 dicembre 2012 un giovane uccide 26 persone, fra cui 20 bambini delle elementari nella scuola di Sandy Hook a Newtown (Connecticut), prima di suicidarsi.
– Il 20 luglio 2012 un giovane pesantemente armato fa irruzione in un cinema di Aurora (Colorado) e apre il fuoco sugli spettatori durante la proiezione di mezzanotte di “Batman”, facendo 12 morti e 70 feriti. L’autore della strage, James Holmes, è stato condannato nell’agosto 2015 all’ergastolo senza possibilità di liberazione.
– Il 3 aprile 2009 un uomo di origine vietnamita uccide 13 persone in un centro d’accoglienza per migranti a Binghamton (Stato di New York).
– Il 5 novembre 2009 uno psichiatra militare di origine palestinese compie la strage più grave in una base militare americana, uccidendo 13 persone e ferendone 32 a Fort Hood (Texas), prima che le forze dell’ordine potessero avere ragione di lui.
– Il 16 aprile 2007 uno studente di 23 anni di origine coreana uccide 32 persone prima di togliersi la vita nel campus dell’università di Virginia Tech a Blacksburg (Virginia).
– Il 20 aprile 1999 a Littleton (Colorado), due studenti aprono il fuoco al liceo Columbine, uccidendo 12 alunni e un insegnante e ferendo altre 24 persone. I due assalitori si suicidano sul luogo del massacro.
– Il 16 ottobre 1991 un uomo uccide 22 persone in un ristorante di Killeen (Texas) e ne ferisce una ventina poi si uccide.

Clima, il rapporto Usa: temperature record per colpa dell’uomo. E gli esperti temono la censura di Trump

Clima, il rapporto Usa: temperature record per colpa dell’uomo. E gli esperti temono la censura di Trump

La comunità scientifica Usa è in massima allerta. Il timore è che il presidente o i funzionari della sua amministrazione possano tentare di rallentare o addirittura bloccare gli studi sull’impatto che i cambiamenti climatici stanno avendo negli Usa

Il New York Times ha ottenuto una copia riservata di un rapporto scientifico che lancia l’allarme sugli effetti in atto dei cambiamenti climatici (vai al dossier). «Le prove del cambiamento climatico sono abbondanti, dall’alto dell’atmosfera alla profondità degli oceani» spiega la bozza ottenuta dal giornale. Si tratta di una relazione completata quest’anno e redatta da scienziati che appartengono a 13 agenzie federali. Il dossier fa parte del National Climate Assessment richiesto dal congresso ogni quattro anni. Uno schiaffo alle teorie del presidente Trump e della sua amministrazione che invece alimentano le schiere dei negazionisti.

Dal 1980 temperature aumentate di 1,6 gradi

Secondo questo documento in Usa le conseguenze del surriscaldamento globale sono già evidenti e l’innalzamento delle temperature registrato negli ultimi sessant’anni è dovuto all’azione dell’uomo. Dal 1880 al 2015 le temperature sono aumentate di 1,6 gradi Fahrenheit e le cause sono da considerarsi legate al comportamento degli esseri umani. Dal 1980 la situazione è addirittura precipitata con un drammatico aumento delle temperature che ha portato al clima più caldo degli ultimi 1500 anni. Spiega il rapporto : «Ci sono evidenze che dimostrano come le attività umane, specialmente le emissioni di gas serra, sono le principali responsabili per i cambiamenti climatici rilevati nell’era industriale. Non ci sono altre spiegazioni alternative, non si tratta di cicli naturali che possano spiegare questi cambiamenti climatici».

Timori per le decisioni del presidente

Ora però la comunità scientifica americana è in massima allerta. Il timore è che il presidente Donald Trump o i funzionari della sua amministrazione possano tentare di rallentare o addirittura bloccare lo studio che deve essere ancora approvato. Secondo il New York Times parte degli studiosi che hanno lavorato alla relazione, ritiene che l’amministrazione Trump potrebbe bloccare le ricerche. Che la Casa Bianca si sia dimostrata sempre molto scettica se non avversa a parlare di cambiamento climatico, non è un mistero. Lo stesso presidente ha sempre rifiutato di dire se creda o meno nelle responsabilità umane nel surriscaldamento climatico. Inoltre a capo dell’Epa, l’Environmental Protection Agency, c’è il direttore Scott Pruitt, da sempre scettico. Addirittura pare che il ministero dell’agricoltura abbia chiesto ai propri funzionari di non adoperare l’espressione «cambiamento climatico», ma di preferire altre locuzioni come «situazioni meteorologiche estreme».

Cile, l’altro 11 settembre

Cile, l’altro 11 settembre

A Santi14095707_10154851131793912_4352938793457113043_nago del Cile, l’11 settembre 1973, con un colpo di Stato le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciano il governo socialista di Salvador Allende, che muore durante l’assedio al palazzo presidenziale, dopo aver gridato attraverso Radio Magallanes le sue ultime parole: “Viva il Cile!, Viva il popolo!, Viva i lavoratori!”.

 

 
La giunta militare instaura un regime dittatoriale che resterà al potere per 17 anni, mentre il presidente deposto diviene un’icona pur non esente da controversie. Il regime di Pinochet non trascura di trasferire nel proprio ricordo, tra le altre cose, omicidi e deportazioni di massa: sono circa diecimila i cileni torturati, e centinaia le migliaia di persone costrette all’esilio. La distruzione delle istituzioni democratiche è veloce e capillare. A tutto si sostituisce il dominio militare.14034704_1348969721798025_3413663264631149114_n

 

Il ruolo degli USA nel colpo di Stato rimane una questione controversa. Documenti declassificati durante l’amministrazione Clinton mostrano che il governo degli Stati Uniti e la CIA avevano cercato di rovesciare Allende nel 1970, immediatamente dopo la sua elezione.

Del resto, Henri Kissinger parlò chiaramente circa l’elezione di Allende in Cile: “Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli.”14034704_1348969721798025_3413663264631149114_n

Il 10 settembre 2001, venne aperta una causa da parte della famiglia del Capo di Stato Maggiore cileno René Schneider, che accusava l’ex segretario di Stato statunitense Henry Kissinger di aver organizzato l’assassinio del generale nel 1970, perché questi si sarebbe opposto ad un colpo di Stato militare. Ma i documenti della CIA indicano che mentre questa aveva discusso possibili piani per il suo rapimento, la sua uccisione- commessa da un gruppo di militari ribelli con contatti CIA- non fu mai prevista. A quanto pare, Nixon e Kissinger avevano deciso una settimana prima dell’uccisione, di Schneider che il generale Viaux non era adatto per il colpo.
I giornali riportarono la notizia l’11 settembre del 2001, ma fu oscurata dalla grande tragedia delle Torri gemelle.