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Carpeoro: è tutto ipocrita, dal referendum alla Costituzione

Carpeoro: è tutto ipocrita, dal referendum alla Costituzione

14225490_1745128145712122_5729513040859085593_nNoi viviamo di ipocrisia, non ragioniamo laicamente. Questo è un referendum ipocrita, fatto su una legge ipocrita, da un capo del governo ipocrita, con un’opposizione ipocrita. E uno perché si deve prestare a tutta questa ipocrisia, se tanto sa che dopo non cambia niente? Se passa il Sì verremmo assoggettati all’Europa? Caspita, e ce ne accorgiamo adesso? Tutti gli accordi europei sono passati senza farceli votare. Ed è questa riforma che ci sottomette all’Europa? Ma come ragionano, costoro? Non capiscono la gravità di questo sistema di potere. E si fanno coinvolgere in futili battaglie dalle quali si accorgeranno che non raccoglieranno nulla. Ove dovesse vincere il No, com’è che saremmo liberi dalle burocrazie europee, bancarie e finanziarie? Non succederà, finché non si mette in discussione il paradigma. E la fase iniziale del paradigma è la selezione della classe dirigente, che non può continuare a essere svolta così. Ma per arrivare a questo obiettivo bisogna fare una mezza rivoluzione – nonviolenta, ma una mezza rivoluzione. Forse una rivoluzione intera, perché con i mezzi democratici non è più consentito mettere in discussione questo sistema.

14225490_1745128145712122_5729513040859085593_nTi è consentito urlare nelle piazze, e poi arrivi anche tu a una fettina di potere, ti eleggi cinque sindaci, venti parlamentari, ma tu sei costretto a essere come gli altri – sei costretto, non puoi scegliere. Oggi, dire che uno è anti-sistema è diventato quasi un’offesa. Per me no: per me, dire che uno è anti-sistema non è un’offesa. Quale effetto e che peso hanno avuto gli ultimi 12-15 referendum che si sono fatti in Italia? Non serve cambiare le leggi, se non si cambia la burocrazia di questo paese. Puoi cambiare il sindaco, ma non il segretario generale. Non è strano che la Raggi, a Roma, si sia presa un personaggio come Marra, cioè esattamente il burocrate che c’era prima? Se non cambi il paradigma, tu puoi cambiare Costituzione e Titolo V, ma le regole sono vuote, senza le persone che poi le devono interpretare e applicare. Le regole possono anche essere buone, se le persone che le devono gestire sono positive. Non vi è nulla di più mobile di una regola, di una legge: la interpreti come vuoi.

14225490_1745128145712122_5729513040859085593_nL’immunità parlamentare: perché nasce? Perché Mussolini gli onorevoli li aveva quasi incarcerati, per non farsi fare opposizione. Così si è fatta la legge sull’immunità, per fare in modo che il parlamentare non fosse attaccabile. Peccato che poi l’immunità parlamentare, che avrebbe dovuto servire soprattutto per reati d’opinione, è stata usata per coprire la corruzione e la mafia, perché i parlamentari che abbiamo eletto sono dei mascalzoni. Quindi, risolvere il problema alla radice significa trovare le formule per non eleggere dei mascalzoni – e non invece togliere l’immunità parlamentare. In che modo questo paese seleziona la sua classe dirigente? Stirpe familiare, potere economico, funzionalità ai sistemi di potere sovranazionali: questi sono gli elementi per cui Monti diventa presidente del Consiglio e Renzi fa quello che fa. Dice che si dimette, se perde il referendum? Il presidente della Repubblica è già pronto a chiedergli di non lasciare l’Italia senza governo; Renzi resterà, magari ottenendo dai suoi padroni europei qualche piccola concessione di facciata.

downloadSe il regime è stato scelto con un referendum, perché quella stessa Costituzione dice che non si può tornare indietro? Se il popolo cambia idea, si deve poter tornare indietro. Altro che “la più bella del mondo”: quella Costituzione è nata antidemocratica. E’ nata su un grave attentato alla democrazia: chi ha vinto il referendum ha messo fuori legge chi l’ha perso. I Savoia si erano macchiati di gravi crimini? E allora non lo fai, il referendum. Così li si è legittimati. Li si doveva processare subito, senza fare nessun referendum. Noi siamo ipocriti, dobbiamo sempre mettere la foglia di fico sulla vergogna. Le responsabilità sono sempre individuali. Tutti sanno che il ramo legittimo della monarchia italiana sarebbe quello degli Aosta, non quello dei Savoia. E, fino a prova contraria, Amedeo d’Aosta aveva pure fatto il partigiano. Beninteso: io non sono un monarchico, sono un socialista. Ma perché delegittimare, come facciamo ancora adesso, una forma, quella della monarchia costituzionale, che governa mezza Europa? Svezia, Inghilterra, Belgio, Spagna. Già, perché?

(Gianfranco Carpeoro, dichiarazioni rilasciate a Fabio Frabetti di “Border Nighs” durante la diretta streaming “Carpeoro racconta”, su YouTube il 20 novembre 2016).

La politica è morta, comanda l’economia

La politica è morta, comanda l’economia
notte-di-san-lorenzoCi sono altri vantaggi di cui gode l’economia parassita globale, la politica debole ed il fatto che i lavoratori, i consumatori, la massa proletaria, gli imprenditori medi e piccoli, in buona fede, di tutto il mondo non ha capito che il mercato siamo noi, se noi non consumiamo i parassiti sono morti.
E’ un problema insuperabile quello di affrontare il consumo consapevole, mirato a togliere la linfa vitale che determina il profitto dei parassiti dell’economia globale.
La provocazione di Eric Cantona, grande come uomo più ancora che grande calciatore, ha centrato il nocciolo del problema quando ha lanciato la proposta di ritirare i soldi dalle banche.
Avremmo potuto, potremmo togliere a questi parassiti dell’economia mondiale il sangue e farli morire in breve tempo.
Altrimenti ci rimane solo la rivoluzione….

Una rivoluzione globale non per portare il comunismo, il socialismo, la destra moderata e responsabile, ma una rivoluzione contro il consumismo indotto, il libero mercato dei briganti, che riporterebbe al centro dell’attenzione e del potere la vera democrazia, la politica.

14225490_1745128145712122_5729513040859085593_nChe significa la parola politica?
La prima definizione di “politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis”, che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.
Questa è la politica, chiaramente nel suo valore assoluto, ed è, dovrebbe, essere fatta, partecipata da uomini onesti.
Sappiamo che senza vigilanza ed interventi ciò non sarà mai possibile ma è l’unica strada percorribile se non vogliamo che la convivenza comune sia affidata alle pistole o ai coltelli.
Tutto ciò è sopportabile, alludo al fatto che la politica risulti, spesso, inquinata da interessi o connivenze, direi “quasi” accettabile che qualche mela marcia spunti di qui o di là, ma ciò che non è sopportabile, accettabile e da combattere sino alla sua estinzione è che una minoranza parassita, speculatrice, di banchieri,finanzieri milionari, decidano del destino e del modo di vivere per tutto il resto del mondo.
La politica è per il bene di tutti ed al centro della politica mondiale ci deve essere l’uomo, la persona, e non il mercato.
I capitalisti, l’economia parassita e speculativa, ripetono da centinaia di anni che il mercato è tutto, hanno imposto la liberalizzazione raccontandoci che avrebbe portato benefici a tutti, parlo a livello mondiale, e ciò non è mai stato vero.
Il mercato ci avrebbe reso più liberi, dicevano, e con il mercato avrebbe trionfato la democrazia e la libertà.
La loro.
Qui l’unica cosa che ha trionfato è il loro profitto, il libero mercato ha portato solo miseria e disuguaglianza, ha mantenuto nei privilegi il loro tenore di vita a spese del ceto medio e dei più poveri, riempiendoci la testa con i benefici del mercato, dove noi dovremmo andare ad acquistare i prodotti costruiti con le nostre mani per arricchire i parassiti che hanno investito sulle nostre spalle, appropriandosi della nostra vita passata, presente e futura in nome del loro profitto.
Quando va tutto bene, nel mercato, e faccio notare che ciò avviene specialmente subito dopo guerre devastanti che, per adesso, non tornano più a livello mondiale ma locale perché pescecane non mangia pescecane, quando va tutto bene e c’è il boom economico si intascano i profitti e quando va male chiamano noi a pagare i loro debiti, creati da loro per la bramosia di guadagnare ancora di più.
Non è la politica, di destra o di sinistra, il nemico, non sono i politici più o meno intelligenti e più o meno disonesti, non è nemmeno quel bandito piduista, fascista, evasore che abbiamo a capo del governo il nemico.
Il nemico è ciò che lui rappresenta in Italia ma è in tutto il mondo, l’economia che prevarica la politica.
E’ questo tipo di economia che va annientata, abbattuta, eliminata dalla faccia della terra.
Non sono i tipi come Stark da combattere ma ciò che la loro filosofia rappresenta mentre i veri parassiti che la determinano ed impongono a livello globale agiscono nell’ombra.
Nelle banche, nelle multinazionali, nella loro carta straccia che sono le monete alle quali danno il valore che loro ritengono più opportuno ai loro interessi.
Gli indignados di tutto il mondo non parlano di destra o di sinistra, di socialismo o capitalismo, parlano di una distribuzione della ricchezza in modo più equo, che il loro lavoro ed il loro sacrificio venga riconosciuto e che il loro futuro non sia condizionato ai profitti dei parassiti.
Più di un secolo fa Carlo Marx chiedeva diritti e riconoscimento per il proletariato che della ricchezza che contribuiva a creare non vedeva mai niente, anzi più ricchezza c’era e più aumentava il loro sfruttamento ed il loro orario di lavoro.
In quegli anni in Inghilterra hanno inventato, sviluppato le macchine tessili ed invece di diminuire l’orario di lavoro per le lavoratrici è aumentato, per non fermare mai le macchine ed avere ancora più produzione e quindi profitto.
E’ lì che è nata la terza squadra, tre turni di lavoro di 8 ore e tre per otto fa 24.
Giornata piena, per la gioia del mercato e dei parassiti speculatori e sfruttatori di manodopera.
E’ ovvio che la Marcegaglia critichi il governo, lei e quelle che rappresenta vogliono le mani libere, sbaglia chiunque di noi veda in questa gente un potenziale alleato.
Voglio solo cambiare, evolvere, il metodo dello sfruttamento con il solito, eterno, scopo: il profitto.
Lo pretende il mercato, la competizione globale nel mercato, dobbiamo sacrificarci altrimenti non siamo nel mercato.
Il mercato siamo noi che coltiviamo i pomodori e poi andiamo al mercato a comprare ciò che abbiamo coltivato per 5 centesimi a 10 euro, per tenere la concorrenza, stare nel mercato e salvare l’unica cosa che conta per questo mondo di merda, per colpa nostra, il profitto.
Fonte: slasch16.wordpress.com

L’eccesso di informazioni ci sta portando all’apatia, altro che rivoluzione

L’eccesso di informazioni ci sta portando all’apatia, altro che rivoluzione

14034704_1348969721798025_3413663264631149114_nPluralismo di informazione = libertà e democrazia?La quantità di informazioni che riceviamo quotidianamente (tramite tv, radio, computer, tablet, smarthphone, iphone…) non ha paragoni rispetto al passato.
La logica ed errata conseguenza è che pensiamo di sapere…
Purtroppo non è così: accedere ad un maggior numero di informazioni non provoca nessun cambiamento nella società, anzi induce apatia! Follia? Esagerazioni? No, oramai nessuno più si ribella al Sistema: lo schiavo rinchiuso dentro un carcere le cui pareti sono virtuali non si muove e non reagisce più.

Apatia e inerzia mentale…Come detto conoscere la verità e accedere a un’infinità di notizie non significa nulla.
Anzi, il tutto aumenta il degrado psicologico rafforzando ancora di più l’incapacità di risposta e l’inerzia mentale.
Il Sistema conosce benissimo i vari meccanismi mentali, emotivi, sociali e psicologici dell’essere umano e proprio per questo ci ha messo a disposizione degli strumenti magistrali.Il controllo mentale si basa anche sull’eccesso d’informazione!Sembra un paradosso ma non lo è: bombardare di stimoli il cervello umano provoca una catena di avvenimenti che finiscono con la totale mancanza di risposta: l’apatia.

images1 (1)Eccesso di stimoliL’uomo odierno è sottoposto ogni giorno a centinaia di migliaia di stimoli (linguistici, visivi, uditi) che devono essere elaborati dal nostro cervello. Si tratta di una vera e propria esondazione di dati, istante dopo istante.
Il punto cruciale non è sapere se il nostro cervello ha la capacità o meno di percepire ed elaborare tali immensi volumi di byte, ma come esso valuta, giudica e analizza le implicazioni che le informazioni possono comportare per se stesso e per la società.Il marasma di informazioni non ci lascia il tempo materiale per fare una valutazione seria, e questo è funzionale!
Prima che la nostra mente sia in grado di giudicare l’informazione ricevuta veniamo bombardati da una nuova ondata di stimoli che ci distraggono e inondano la mente con altri dati.
Questo impedisce una corretta valutazione delle notizie che riceviamo, indipendentemente da quanto importanti siano le implicazioni che queste comportano.
Tutto quello che percepiamo con i sensi viene rapidamente digerito e dimenticato, trascinato via da un torrente incessante di altre informazioni che entrano e slavano il nostro cervello.

Il bombardamento continuo e incessante ci impedisce di giudicare adeguatamente il valore dei fatti, rendendoci in pratica schiavi non più in grado di agire e/o reagire alle circostanze.
L’apatia è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere la realtà!

manipolazione_mentaleFrammentazione emozionaleRiducendo il tempo di risposta mentale viene ridotta anche la carica emotiva associata.
Ci indigniamo leggendo una notizia (i privilegi di una casta politica vergognosamente degradata e priva di dignità; i salvataggi delle banche con i nostri soldi; gli attentati che vengono compiuti dal Sistema per terrorizzare la massa; la vergognosa tassa illegittima del canone rai inserito delinquenzialmente nella bolletta dell’enel, ecc.) ma dopo pochissimi istanti veniamo bombardati da un fiume di altre notizie che deviano la nostra attenzione verso altre emozioni sempre superficiali e completamente diverse che ci fanno dimenticare tutto.
L’indignazione viene così spostata ed edulcorata in una vera e propria diluizione omeopatica delle nostre capacità mentali, emotive e soprattutto reattive.
Per il Sistema questo è grasso che cola: è meglio un popolo gregge addormentato, apatico, incapace di reagire, piuttosto che un insieme di persone sveglie, attive e consapevoli.

14095707_10154851131793912_4352938793457113043_nLa Rivoluzione che non avverràL’impotenza è divenuta frustrazione e apatia. Ecco perché non avviene una Rivoluzione che sarebbe già dovuta scoppiare, vista la situazione odierna.
Il Sistema è così certo della nostra sottomessa condizione mentale che non si preoccupa di mostrarsi per quello che è, svelare i propri segreti e altarini per quanto sporchi e oscuri essi siano.
Anche perché rivelare verità occulte (libri, film, video, documentari, trasmissioni tivù, ecc.) in realtà contribuisce all’aumento del volume di informazioni e anche questo fa parte del gioco.
Ogni segreto portato dalla luce produce di conseguenza nuove ondate di informazioni che possono essere manipolate e rese tossiche con l’aggiunta di dati falsi, contribuendo alla confusione e al caos dell’informazione e da qui arrivano nuove ondate secondarie di articoli e servizi che ci stordiscono ancora di più facendoci sprofondare ulteriormente in uno stato mentale di apatia.
Poi c’è tutto il discorso dell’impunità di cui sembrano godere (e di fatto godono) i delinquenti patentati. I responsabili di crimini veri non vengono mai puniti seriamente e questo serve a generare nella popolazione frustrazione (nei confronti della giustizia, delle leggi, della politica, ecc.) che porta alla resa definitiva e alla totale sottomissione.
I discorsi classici da bar ne sono la prova : “non si può fare nulla”; “il sistema non cambierà mai”, “la politica è marcia”, ecc. Questi sono i vocaboli del perfetto suddito che si lamenta senza fare nulla per cambiare la situazione. Il lamento è la valvola di sfogo del morto che cammina (zombie), esattamente come vomitare su FB le proprie paturnie.

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_nI Social sono funzionaliFacebook è l’esempio magistrale di tutto questo Sistema appena abbozzato.
Centinaia di migliaia di post inondano il social ogni istante. Quasi nessuno legge fino in fondo quello che pubblica ma tutti sono più veloci della luce nella condivisione con gli amici.
Su FB l’apatia generalizzata è stata genialmente camuffata da finta libertà di informazione, dove tutti possono dire la loro (sfogatoio pubblico); dove tutti possono leggere quello che vogliono.
Ma questa è vera e propria illusione di libertà.
Se pensiamo che dieci, cento, mille, diecimila persone condividendo un post (spesso senza neppure averlo letto) possano realmente cambiare il mondo siamo dei poveri illusi.
Facebook è uno strumento attivissimo nell’estensione dell’apatia globale!

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_nIl mondo si cambia cambiando noi stessi, nella vita reale e non in quella inesistente dei Social.
Ogni acquisto che facciamo, ogni giornale che comperiamo, ogni canale televisivo che guardiamo (o meglio non guardiamo), ogni banca che boicottiamo, ogni supermercato che evitiamo, ecc. sono indicazioni chiare al Sistema.
A che serve condividere un post sui vari rimedi per la cura naturale del cancro se poi oltre a mangiare male ogni giorno continuiamo a fare inutili screening e alla prima diagnosi di tumore (e facendo tali esami arriverà matematicamente) si corre tremando dall’oncologo?
A che serve denunciare gli abusi delle banche se poi continuiamo a lasciare i nostri risparmi nei loro forzieri, partecipando al finanziamento di armi e guerre?
E’ da dissociati mentali allarmare il mondo che i farmaci uccidono più delle guerre se poi al primo banale acciacco ci imbottiamo di droghe!
L’elenco delle incoerenze purtroppo è lunghissimo…

Forse pubblicando migliaia di post ci sentiamo meglio a livello di coscienza? Pensiamo di aver fatto la nostra parte? Così possiamo girarci dall’altra parte continuando sereni nella nostra normalissima e apatica esistenza…
Ma il mondo in questa maniera non cambierà mai.
E il Sistema applaude e ci ringrazia fornendoci altri Social, altre Verità e altre informazioni…

fonte:http://www.disinformazione.it/images/disinfo.gif