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Auroville I’incredibile città dove le persone vivono senza soldi, politica e religione

Auroville I’incredibile città dove le persone vivono senza soldi, politica e religione
Auroville è stata fondata nel 1968, il progetto venne presentato al Governo Indiano, che decise di appoggiarlo e lo porto’ all’Assemblea Generale dell’UNESCO. Nel 1966 l’ UNESCO approvo’ all’unanimita’ una risoluzione che raccomandava Auroville come progetto di basilare importanza per il futuro dell’umanità. I suoi abitanti appartengono a nazioni e culture diverse, coesistono senza alcun problema, poiché non hanno un sistema politico, non hanno religione e non utilizzano i nostri sistemi economici ma vivono attraverso il sistema di scambio, i cittadini percepiscono una specie di “reddito di cittadinanza”  lavorando per la comunità nel campo preferito, niente è imposto.

C’è ancora un posto dove vivere, e non solo per i suoi paesaggi, ma per i loro ideali di società che non seguono gli standard a cui siamo abituati. In questa città non ci sono soldi, nessuna religione, nessuna politica. Questo è veramente un paradiso.

Pensate in un posto del genere  senza tutti questi fattori che in realtà sono i nostri problemi, un luogo dove si può finalmente vivere in pace.

 

Auroville si trova nel sud dell’India, a 150 chilometri da Chennai a Madras. In questa città gli edifici sono realizzati sulla base di un’architettura sperimentale, in quanto sono in continua evoluzione. Questo perché queste strutture cercano di ottimizzare l’uso delle energie rinnovabili che è il loro obiettivo principale: il riutilizzo e il riciclaggio.

La persona che ha progettato, gestito e fondato questa meravigliosa città era: Mirra Alfassa, meglio conosciuta come “Madre”.

“CI DOVREBBE ESSERE UN LUOGO SULLA TERRA CHE NESSUNA NAZIONE PUÒ RIVENDICARE COME PROPRIO, IN CUI TUTTI GLI ESSERI UMANI DI BUONA VOLONTÀ CHE HANNO UNA SINCERA ASPIRAZIONE POSSONO VIVERE LIBERAMENTE COME CITTADINI DEL MONDO, OBBEDENDO A UN’UNICA AUTORITÀ, QUELLA DELLA VERITÀ SUPREMA. UN LUOGO DI PACE, CONCORDIA E ARMONIA DOVE L’ISTINTO COMBATTIVO DELL’UOMO È STATO UTILIZZATO ESCLUSIVAMENTE PER ELIMINARE LA CAUSA DELLE LORO SOFFERENZE E DELLE TANTE MISERIE, PER SUPERARE LE LORO DEBOLEZZE E L’IGNORANZA, E PER TRIONFARE SUI LORO LIMITI. UN LUOGO DOVE I BISOGNI DELLO SPIRITO E L’INTERESSE DEL PROGRESSO PREVALGANO SUL SODDISFACIMENTO DEI DESIDERI E DELLE PASSIONI O LA RICERCA DEL PIACERE E GODIMENTO MATERIALE” QUESTA ERA L’IDEA DI ALFASSA.

 

Da questo ideale, ora abbiamo questa straordinaria città.

La cosiddetta “città dell’aurora” vuole diventare un punto di riferimento per lo sviluppo ecosostenibile e l’innovazione sociale indiana e del mondo. La città è autosufficiente energeticamente grazie all’energia solare. Si fonda sull’agricoltura biologica e produzione di latte e latticini, il riciclaggio della quasi totalità dei materiali e la costruzione con tecniche di bioedilizia. Vanta un sistema educativo gratuito e senza voti. Si struttura sulla proprietà collettiva, senza leggi o forze dell’ordine e coltiva l’arte spontanea, la quiete e la meditazione.

Sicuramente questa città è un esempio da seguire, principi sani, condivisione e fratellanza, se qualcuno desidera visitare questa città (sono tantissimi i visitatori ogni anno) può trovare informazioni cliccando su questo link: auroville.org

IL VESCOVO SPONG: LA CHIESA HA INVENTATO L’INFERNO. LA RELIGIONE E IL BUSINESS DEL CONTROLLO

IL VESCOVO SPONG: LA CHIESA HA INVENTATO L’INFERNO. LA RELIGIONE E IL BUSINESS DEL CONTROLLO

14095707_10154851131793912_4352938793457113043_nVescovo Spong: “La religione è da sempre nel business del controllo che produce senso di colpa e questo è qualcosa che la gente proprio non capisce”

Pensieri e riflessioni di questo “vescovo in pensione”… decisamente inconsuete e decisamente apprezzabili. Anche lui concorda: la religione è un grande business ed un perfetto meccanismo di controllo. Dire questo non significa affatto negare l’esistenza di un Dio. Come dice anche il vescovo Spong (sorprendentemente),Dio non ha bisogno di un “sistema umano” per essere provato.
La massa invece osanna papi e alti prelati che avvicinino sempre piu’ il “Dio” a loro…
Se è ”come uno di loro” , “Dio esiste” veramente.
Che umanità infante, mai cresciuta, e per questo sempre piu’ manipolabile e controllabile.

Chiunque stia lontano dal pensiero di massa e dalle abitudini culturali di massa, non puo’ che rendersene conto, ancor piu’ in questo presente: basta
osservare cio’ che avviene nella Chiesa di Roma: scandali , ricchezza sfrenata, prediche ai poveri perché accettino di essere sempre piu’ poveri ma mai ai ricchi prelati perché dividano le loro ricchezze… Ipocrisie infinite. Per non parlar di vizi macabri e perversi.
Ma l’onda di verità è in viaggio. L’individuo, non l’indistinta moltitudine, sta capendo. Solo lui, puo’ togliere consenso alla menzogna e alla manipolazione operate sul suo corpo (vita visibile) e sulla sua anima (vita invisibile).

“Io non consento”, “non autorizzo”: un mantram essenziale,  da comprendere e praticare, sulla via della “liberazione”, prima di tutto interiore.

 

14034704_1348969721798025_3413663264631149114_nLe religioni tendono ad inventare idee e concetti come ogni altra imprenditorialità umana ed hanno scatenato delle pessime idee nella umanità. La piu’ parte di queste idee sono incentrate sul fatto di dire alla gente cosa fare e come vivere le loro vite , allo scopo di convincere le persone che conformarsi alle direttive della chiesa, porterà una ricompensa intangibile nel post mortem.

Un esempio dei molti è il credo Cristiano, che dice che la via per non bruciare eternamente al fuoco dell’inferno, è accettare Gesù Cristo come salvatore. Come se nessun altra deità o esperienza religiosa sia valida per l’esperienza umana.

Il concetto di paradiso e inferno è stato cosi incastrato nella psiche umana che molti non possono vedere oltre questo limitante paradigma e non vedono quindi altre possibilità

Il vescovo in pensione  John Shelby Spong (USA),tuttavia, non sembra credere nel mito dell’inferno e durante una intervista trasmessa a livello nazionale ha condiviso le sue idee sul perché crede che convincere il gregge a credere nel concetto dell’”inferno” sia assolutamente essenziale per la sopravvivenza della Chiesa.

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_n“Non credo esista l’inferno. Succede che io creda alla vita dopo la morte, ma non credo abbia niente a che fare con ricompensa e punizione. La religione è da sempre nel business del controllo e questo è qualcosa che la gente proprio non capisce. E’ unbusiness di controllo che produce senso di colpa. Se hai il Paradiso dove ricevi ricompensa per la tua bontà e l’Inferno come luogo dove vieni punito per il male che hai fatto, il risultato è che hai controllo della popolazione. Ed è cosi che hanno creato questo luogo di fiamme che ha letteralmente terrorizzato a morte la gente, in tutta la storia del Cristianesimo. E’ parte di una tattica di controllo.”

 

Molti si rivolgono a insegnamenti religiosi per ricevere conforto e guida nella vita in questo nostro mondo folle, ma il Vescovo Spong sembra credere che la religione aiuti la gente ad essere meno responsabile della propria vita e del mondo in cui vive ed offre una prospettiva del tutto originale in merito alle classiche dottrine del credo cristiano.

“Alla Chiesa non piace che la gente cresca, perchè non puoi controllare gli adulti : Ecco perché diciamo della rinascita. Quando rinasci, sei ancora un bambino, La gente non ha bisogno di rinascere, Ha bisogno di crescere. Devono accettare la responsabilità per se stessi e per il mondo”

Nessuno puo’ realmente confermare dove finiscono le anime umane dopo la morte, allora perché le religioni creano storie di luoghi come il Paradiso e l’Inferno? La risposta è semplice: per controllare la gente e mantenere viva a Chiesa.

Se persino uno degli uomini piu’ religiosi, come il vescovo John Shelby Spong, stanno cominciando pubblicamente a svelare i motivi dietro queste storie forse è tempo che le masse valutino in modo critico che valore ha la religione rispetto alla importanza di una esperienza spirituale diretta

“Ogni chiesa che io conosca, afferma di essere la “vera Chiesa”, quella che ha una autorità finale. “abbiamo il papa infallibile , “abbiamo la Bibbia”… L’idea che la verità di Dio possa essere legata ad un qualsiasi sistema umano, ad un credo umano, ad un libro umano, per me è oltre ogni immaginazione. Dio non è Cristiano, non è musulmano o ebreo o induista o buddhista. Tutti questi sono sistemi umani, creati dagli umani per offrire aiuto ad inoltrarci nel mistero di Dio. Io rendo onore alla mia tradizione, dalle quale muovo il mio cammino. Ma non credo che la mia tradizione definisca Dio, mi punta solo il dito verso Dio”.

Dio è una presenza che non posso mai definire ma che
non potrei mai negare

John Shelby Spong

Qui tutta l’intervista al vescovo: https://www.youtube.com/watch?v=LkaH3hEmV3M

Fonte dell’articolo:
http://www.wakingtimes.com/2016/05/12/retired-bishop-reveals-why-the-church-invented-hell/

Mussolini, Hitler e l’islam: quello che i nuovi fascisti non vorrebbero mai sapere

Mussolini, Hitler e l’islam: quello che i nuovi fascisti non vorrebbero mai sapere

I nuovi neofascisti o neonazisti (spesso da tastiera) sognano il ritorno di un Duce o di un Fuhrer, dimenticando una cosa fondamentale: Benito Mussolini e Adolf Hitler erano entusiasti della religione musulmana e avevano rapporti più che ottimi con i paesi islamici.

14034704_1348969721798025_3413663264631149114_n Quando pensiamo a Hitler e all’ideologia nazista, ci immaginiamo una difesa dei valori tradizionali dell’Occidente. Mussolini lo disse chiaramente coniando lo slogan “Dio, patria e famiglia”. Tutto ciò è vero, senza alcun dubbio, ma c’è molto di più. La questione della religione è stata centrale anche nella Germania nazista e nell’Italia fascista e l’islam ha trovato grandi appoggi da parte dei due dittatori. Semplificando, si potrebbe usare il detto “il nemico del mio nemico è mio amico”: visto che il nemico numero uno erano gli ebrei, coloro che li avversavano (come i leader musulmani) erano alleati preziosi. C’è però molto di più.

 

La nostra sfortuna è stata avere la religione sbagliata. Perché abbiamo avuto il cristianesimo con la sua mitezza e flaccidità? L’Islam è una Männerreligion, una religione da uomini”. Parola di Adolf Hitler. La rivelazione arriva dal libro scritto dal professore Stefan Ihrig, “Atatürk in the Nazi Imagination” (Ataturk nell’immaginario nazista), a cui il Wall Street Journal e altri media statunitensi hanno dedicato lunghi articoli. Nel testo, Ihring sostiene che non fu Benito Mussolini a ispirare le prime azioni del Fuhrer, ma Mustafa Kemal Atatürk, il Padre di tutti i Turchi. Il motivo? Lo sterminio degli armeni (il primo dell’epoca moderna) e la cacciata dei greci dalla Turchia.

Hitler in particolare era affascinato dalla religione musulmana che riteneva più adatta allo spirito germanico rispetto “a quella melensa e sacerdotale del cristianesimo”. L’idea che i “veri musulmani sono dei guerrieri”, fece breccia nella visione del mondo del Fuhrer per cui il mito del Superuomo era l’unico faro da seguire. Non quindi i valori del cristianesimo su cui si fonda (volente o nolente) l’Occidente, come oggi urlano i neofascisti (“salviamo il presepe”, “fuori i musulmani dall’Europa”): l’uomo che voleva portare la “razza ariana” alla guida del mondo, sognava di essere musulmano.

 

Più complessa è il rapporto tra Benito Mussolini e la religione musulmana. La storia sembra narrare di due Mussolini molto diversi tra loro: quello che si fregiò del titolo di Protettore dell’Islam e quello che negò la costruzione della moschea a Roma.

Il primoMussolini e la spada dell'islam rimanda alla celebre foto del Duce a cavallo con la Spada dell’Islam, arma cerimoniale che gli venne donata nel 1937 con l’annessione della Libia all’Italia. Quando, tre anni prima, il Paese nordafricano entra a far parte dei domini extraterritoriali dell’Italia fascista, Mussolini fece costruire strade, scuole, ospedali e moschee per i “musulmani italiani della quarta sponda d’Italia”. A spingerlo non è certo uno spirito umanitario: è la politica e, in particolare, l’avversione alla suddivisione dell’Africa e del Medio Oriente decisa da Francia e Inghilterra dopo la Prima Guerra Mondiale. Sono le mire espansionistiche del fascismo a muovere le fila, nient’altro. Il titolo di Protettore dell’Islam fu fortemente voluto da Mussolini perché gli dava la stessa autorità del Califfo su quelle terre: la religione viene piegata all’opportunità politica.

La vicenda della moschea di Roma è esemplare. Secondo la leggenda, Mussolini rispose che solo quando avrebbe avuto il permesso di costruire una chiesa a La Mecca, avrebbe acconsentito all’edificazione di una moschea nella Capitale. In realtà, il Duce era più che favorevole a realizzarla in vista dell’annessione dell’Albania e quindi dell’aumento degli italiani di fede musulmana. A fermarlo fu il Vaticano (che decise di andare a braccetto con il governo fascista pur di ottenere i Patti Lateranensi). A differenza di Hitler, Mussolini non era affascinato dalla religione in sé, ma la usò per scopi politici contro il nemico comune (Francia e Inghilterra in primis). Che le peggiori dittature razziste di allora fossero filo-islamiche in chiave anti-ebraica (e contro Francia e Inghilterra) dovrebbe far riflettere in un solo senso: usare la religione come arma politica è sempre un errore. Allora come oggi.