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Psicopatia e potere

Psicopatia e potere

Chi è affetto da psicopatia, manipola insistentemente chiunque gli stia attorno per raggiungere i propri fini egoistici. Le persone di cui lo psicopatico fa uso, sono dunque semplici strumenti nelle sue mani, vittime per le quali non proverà mai senso di colpa, vergogna o rimorso. Per questo predatore naturale, il fine giustifica sempre i mezzi e, quasi si trattasse di un computer piuttosto che di un essere umano, ogni sua azione è frutto del mero calcolo in funzione del raggiungimento di un unico obiettivo: l’interesse personale (soldi, sesso, fama e autogratificazione in genere…). Lo psicopatico è un individuo pressoché amorale: a livello cognitivo, riconosce benissimo ciò che è giusto e sbagliato, il bene e il male, ma senza che ciò comporti alcuna partecipazione emotiva. Capisce benissimo cosa siano le emozioni come l’amore, il dolore, la tristezza e persino l’empatia, ma non riesce a provarle.

Se pensate che gli psicopatici siano necessariamente i serial killer ben presenti nell’immaginario collettivo, vi sbagliate di grosso. Lo psicopatico non per forza è un assassino; in moltissimi casi, si tratta al contrario di un individuo ben inserito all’interno della società, all’apparenza dotato di carisma, fascino e savoir faire, maschera che utilizza con efficacia nei contesti sociali al fine di nascondere la totale assenza di coscienza ed empatia.

Laddove l’elemento emotivo venga trascurato a beneficio di quello esclusivamente razionale, si sa, non può esservi alcuna buona etica, poiché ragione e sentimento insieme contribuiscono allo sviluppo del giudizio morale. Si stima che gli psicopatici costituiscano l’1% della popolazione mondiale. Si tratterebbe di una notizia rassicurante, se non fosse per la loro grande capacità di salire rapidamente ai vertici della piramide sociale, utilizzando le loro doti manipolatorie. Essendo totalmente privi di empatia, infatti, questi soggetti non si faranno alcuno scrupolo a comportarsi in maniera scorretta nei confronti dei loro simili, pur di arrivare a posizioni di potere. Li ritroveremo dunque spesso a capo di grandi aziende, ma non in virtù del loro operato, bensì esclusivamente grazie alla loro natura predatoria e parassitaria. Il termine “Corporate Psychopath” viene utilizzato dagli studiosi proprio per delineare il profilo dello psicopatico aziendale che si destreggia all’interno dell’ambiente lavorativo, suscitando ammirazione intorno a sé, semplicemente perché travestito da abile uomo d’affari. Per mascherarsi socialmente, lo psicopatico mima gli stati emotivi delle persone normali acquisendone e riproducendone le espressioni facciali e il linguaggio corporeo. Recita, perché non può fare altrimenti. Ma quali sono le cause della personalità psicopatica? Ricerche nel campo della neuropsicopatologia hanno evidenziato come la psicopatia sia determinata da una vera e propria anomalia cerebrale: le aree predisposte all’elaborazione del materiale emotivo (parti della regione limbica, l’ippocampo e l’amigdala) non funzionerebbero in modo adeguato nel cervello psicopatico. Esperti nel campo della psicologia criminologica come Hare, Babiak, Cleckley e Ronson ritengono che oltre alla mancanza di empatia e alla tendenza a manipolare, vi siano altri tratti distintivi della psicopatia quali la menzogna patologica, la noia, il narcisismo, l’irresponsabilità ed il bisogno ossessivo di esercitare il potere e il controllo sugli altri. La visione del mondo dello psicopatico è darwinista: da una parte, ci sono le prede, coloro che non sono in grado di dominare gli altri e meritano per natura di essere sottomessi; dall’altra, ci sono loro, i predatori che, assetati di potere, sentono quasi di avere il diritto “divino” di continuare a predare, proprio come fece intendere John D. Rockefeller quando disse “il mio denaro me l’ha dato Dio”. Non è un tema nuovo questo; anche nel saggio L’etica protestante e lo spirito del capitalismo di Max Weber, viene descritta la tendenza psicologica – che diviene religione – a considerare il profitto come un segno della grazia divina. Ci si potrebbe allora chiedere: e se quell’1% di psicopatici all’interno della popolazione mondiale corrispondesse al famoso 1% di individui che possiede una ricchezza pari a quella del restante 99%? Se l’attuale capitalismo finanziario fosse psicopatico nel vero senso del termine? Infondo, credo che in molti ci abbiano già pensato.

Espressioni come “società malata” e “follia del libero mercato” rivelano la consapevolezza che vi sia effettivamente qualcosa che non funziona nei cervelli dei grandi manager planetari, e che stiamo già facendo i conti con un dato di fatto innegabile: gli psicopatici al potere non faranno mai gli interessi del popolo, perché sono individui neuroatipici, senza coscienza e incapaci quindi di mettersi nei panni degli altri. Questo silenzio emotivo li rende inadatti a gestire la cosa pubblica, rischiando di condurre al collasso la società nella quale viviamo. Possono essere socialmente utili in qualità di soldati, vigili del fuoco, chirurghi, e in tutte quelle professioni in cui è necessario avere sangue freddo ed una certa dose di cinismo, ma, come afferma lo stesso Hare, «ai vertici dell’economia e della politica rovinano intere società». I processi di mondializzazione attuati dalle élite neoliberali, ben lungi dall’essere l’espressione del desiderio di una qualche forma di giustizia sociale, sono in realtà il sintomo di un’assenza di empatia, della mancanza di quel sentimento morale che, parafrasando Adam Smith, ha del resto per sua stessa natura un campo d’azione limitato a coloro che sono a noi più prossimi (noi stessi, la nostra famiglia, la nostra Nazione). Sarà forse anche per questa ragione che gli psicopatici dell’alta finanza odiano i “populisti”?

fonte:http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2350&Itemid=10

L’eresia di Giordano Bruno: siamo eterni, come l’universo

L’eresia di Giordano Bruno: siamo eterni, come l’universo
14095707_10154851131793912_4352938793457113043_nCon la sua “eresia” Giordano Bruno svela il “tiranno” che ci ha reso schiavi per millenni, indica i modi per riconoscerlo e per liberarcene senza lottare. E’ il nostro stesso credo in una “conoscenza” meccanicista che ignora il ruolo cruciale della Vita, promuove una concezione artefatta di “dio” e usa concetti, privi di significato. Uno è il tempo lineare, su cui si basa tutto il “sapere” funzionale al potere. Cos’è il tempo? Nessuno lo sa, ma tutti credono che proceda in modo inesorabile con un unico ritmo immutabile, lo stesso che vale per l’universo, le stelle in cielo, i salari e i debiti sulla terra. Non è il “tiranno” che fa gli schiavi; sono i credenti nella “tirannia” che conservano il mondo in uno stato di schiavitù. Non c’è un unico tempo in Natura. Ci sono infiniti tempi e c’è un’unica Forza che li dirige tutti, rispettando sogni e bisogni di organismi quali quelli umani. L’eresia di Bruno è in fondo una proposta semplice: quella di dire “pane al pane e vino al vino”, riconoscere il reale significato delle parole e il ruolo importante del linguaggio.
14141613_1379123055449252_1724435820531235820_n“La lingua degli astri è musica e canto”, non è solo scienza, fatta di concetti difficili e di conti riservati a pochi; è musica che tutti possono amare, suscita emozioni e sensazioni, stimola creatività e innovazione, musica di cui ognuno di noi può essere co-autore. Considerando la terra una palla di roccia che vaga sola soletta in uno spazio “vuoto” e credendosi vincolati a un pianeta con risorse limitate, gli uomini tuttora ignorano scoperte, anticipate da saggi come Bruno e confermate da ricerche molto serie e poco diffuse. Una è la scoperta, o meglio “riscoperta”, della caverna platonica. La Terra non è palla rigida, ma composta di sfere cave concentriche che si muovono in modo indipendente le une dalle altre. Al centro comune c’è il Motore Primo che svela il “segreto” di un’energia illimitata, “segreto” svelato da Giordano Bruno che non a caso è stato messo a tacere. Il “segreto” è il doppio movimento, orario e antiorario, movimento che si autoalimenta, senza bisogno di combustibili. E poi c’è un altro “segreto” svelato: le Scienze dello Spazio non osservano la realtà reale, bensì un film proiettato sulle pareti di una caverna, riconoscibile nella magnetosfera terrestre; osservano un canale di una Tv olografica che si sta spegnendo a ritmi accelerati. Non è la fine del mondo, ma la fine dell’illusione e dell’ignoranza che hanno accompagnato tutta la storia conosciuta.
14095707_10154851131793912_4352938793457113043_nLa realtà reale è la comunione di ogni essere con la Forza che anima e co-muove, rende vivo ogni corpo. L’eresia di Giordano Bruno è “segreta” perché la sua rivelazione implica il crollo del potere temporale che ha dominato la storia conosciuta, svela l’arbitrio dei confini stabiliti dai vincitori e la cinica indifferenza verso i vinti. Alla base di questa storia c’è un inganno colossale. E’ il credo nello spazio e nel tempo – “stupidità manifesta”, afferma Giordano Bruno – e confermano scoperte quali quella in copertina. L’unione è la Forza – la Vita Cosmica – che genera il seme, non solo il Dna ma anche l’Rna. Il sistema Dna e Rna dimostra che ogni essere umano vive in almeno due mondi, ovvero due tempi che si compongono in reciproca armonia. Non esiste in Natura un unico tempo sul quale calcolare tutto, in particolare, gli interessi dei debiti, contratti dai governi e scaricati sulle spalle dei popoli. “C’è un sol Governo, una sola Legge, l’Amore”, afferma Bruno, e possiamo infine riconoscere, entrando in contatto con la Memoria vera, quella Genetica. C’è un solo Essere Eterno, un infinito Universo Organico, nascosto da qualsiasi potere. Oggi abbiamo dati e scoperte che ci consentono di ritrovare la nostra umana potenza, la coscienza.

Perché la fusione tra Bayer e Monsanto dovrebbe interessarci

Perché la fusione tra Bayer e Monsanto dovrebbe interessarci

Bayer lazienda farmaceutica che fabbrica anche prodotti come i pesticidi—ha annunciato mercoledì di aver acquisito Monsanto, il gigantesco produttore di sementi geneticamente modificate che possiede circa un terzo del mercato dei semi degli Stati Uniti.

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_nLa fusione da 66 miliardi di dollari è la più grande di quest’anno, e significa che ora Bayer controlla più di un quarto di tutte le sementi e i pesticidi del pianeta, secondo la BBC. Ma ciò che è ancora più folle è che questa è solo l’ultima di una lunga serie di fusioni nel mercato agricolo quest’anno, e ciò significa che per gli agricoltori le opzioni di acquisto per semi, pesticidi e fertilizzanti si stanno riducendo alla velocità della luce.

Se tutta questa vicenda ti sembra vagamente minacciosa ma non ne sei completamente sicuro, è perché c’è la possibilità che queste fusioni possano imporre ulteriore pressione sugli agricoltori, portando a prezzi più alti del cibo o addirittura mettendo a repentaglio le norme di sicurezza alimentari.

“I più grandi fornitori di pesticidi e sementi del mondo sono passati dall’essere sei–ChemChina, Syngenta, Dow, Dupont, Bayer e Monsanto—a essere tre,” ha spiegato John Colley, professore alla Warwick Business School, in Inghilterra, che si occupa di approfondire questo tipo di grandi unioni. “Ci sono molte meno aziende con cui competere. Così facendo hanno molte più possibilità di riuscire ad aumentare i prezzi.”

Colley ha spiegato che queste fusioni sono il risultato del crollo dei prezzi dei raccolti. Nell’ultimo periodo abbiamo raccolto molto più mais e soia di quanto il mercato ne richiedesse, e ciò ha fatto calare i prezzi—Così gli agricoltori hanno stretto la cinghia, spendendo meno su prodotti come i pesticidi e i fertilizzanti. Questa reazione a catena ha reso più difficile, per queste grandi aziende, il pagamento dei debiti e ha aumentato gli incentivi per le fusioni. Unirsi permette alle aziende di occupare una percentuale più grande del mercato, e potenzialmente di alzare i prezzi per tamponare le vendite in calo.

“Ci sono dei grossi cambiamenti in atto.”

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_nQuando una fetta così grossa del mercato è consolidata nelle mani di poche aziende, può rendere il mercato potenzialmente meno stabile. In alcune aree, le opzioni di acquisto potrebbero essere ancora meno—forse una, al massimo due aziende. Se una di queste aziende sciopera, per esempio, e si manifesta una mancanza di rifornimenti, ciò potrebbe mettere a rischio la possiblità degli agricoltori di ottenere gli approvvigionamenti necessari al loro lavoro. “Qualche volta, in un modo o nell’altro gli oligopoli cercando di ottenere questo tipo di dinamica per migliorare i prezzi del mercato,” ha spiegato Colley. “Quello degli agricoltori è un timore molto fondato.”

Queste fusioni concentrano parecchio potere economico nelle mani di poche entità con desideri politici piuttosto specifici, fornendo loro ancora più potere per le pratiche di lobbying. Ma Brooke Dobni, professore di business strategy all’Università di Saskatchewan, crede che non sia del tutto un disastro. Da una parte, i garanti governativi dell’antitrust esistono proprio per evitare che questo tipo di fusioni possano danneggiare il mercato, e i garanti europei e americani si occuperanno di approfondire queste trattative—E dovranno controfirmarle prima che diventino ufficiali.

C’è anche la possibilità che ciò possa fornire maggiore stabilità all’industria, permettendo a queste corporazione di ridurre i costi operativi per risparmiare, anziché aumentare i prezzi. È ancora da capire la direzione verso cui si muoverà Bayer-Monsanto, e Dobni crede che i consumatori debbano fare attenzione.

“Ci sono dei grossi cambiamenti in atto nell’agricoltura,” mi ha spiegato Dobni al telefono. “Abbiamo effettuato una vera e propria inversione a U, ma non credo che i cambiamenti si vedranno presto. Le persone che siedono a questi consigli di amministrazione e prendono effettivamente le decisione lo sanno, e hanno enorme esperienza in questa industria. Ci sono dei cambi strutturali in atto.”

fonte:http://motherboard.vice.com/it/read/bayer-monsanto-fusione-agricoltura