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Europee 2019, per i Verdi è un grande successo (ma in Italia non raggiungono la soglia di sbarramento)

Europee 2019, per i Verdi è un grande successo (ma in Italia non raggiungono la soglia di sbarramento)

I verdi vincono in Europa, ma in Italia non raggiungono la soglia di sbarramento. Boom di voti in Germania e Francia dove i cittadini puntano sul programma che parlava di società sostenibili, lotta alla crisi climatica e all’uso eccessivo di risorse.

Elezioni europee: i risultati

Boom della Lega alle elezioni europee, primo partito col 34%. Crolla invece M5s, al 17%. Pd secondo col 23%. Forza Italia è all’8,8, Fratelli d’Italia, al 6,5. Restano esclusi, perché non hanno superato la soglia di sbarramento del 4 per cento, +Europa-Italia in Comune (al 3,1); Europa Verde al 2,3; La Sinistra all’1,7; Partito comunista 0,88; Partito animalista 0,6.

“Grazie a tutte/i!!! Comunque vada in Italia, in Europa per i Verdi è un grande successo. Da tutti i paesi arrivano buone notizie. Diciamo grazie a tutte/i coloro che ci hanno votato in Italia. L’#ondaverde è solo all’inizio, e ricordatevi che chi sarà eletto dei Verdi, rappresenterà tutti i Paesi perché il nostro è un partito transnazionale con un programma uguale in tutta Europa”, scrive la Federazione Verdi su Facebook.

I Verdi in Europa

I Verdi vincono in Germania e la candidata di punta, la tedesca Ska Keller, in una conferenza stampa organizzata al Parlamento Europeo dice:

“E’ una grande festa, ma anche una grande responsabilità tradurre in azione quello che la gente ci ha chiesto, come la protezione del pianeta e la lotta per le libertà civili”.

Ondata verde anche nei Paesi Bassi e in Irlanda e perfino in Francia. Il partito ecologista francese è terzo dopo le formazioni di Le Pen e Macron con il 12,8% delle preferenze. Ha scavalcato i repubblicani e i socialisti che si sono fermati poco sopra il 6%.

Riassumendo quindi, i Verdi sono il secondo partito in Germania, mentre in Francia sono terzi e qualcuno parla già di un exploit ambientalista.

In tanti, quindi, hanno deciso di abbracciare il programma dei Verdi che chiede una legge europea sul clima, con bilanci di carbonio vincolanti che riducano le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e che costruiscano un’economia a zero emissioni nette.

E ancora, la costruzione di un sistema di trasporti sostenibile con investimenti nelle ferrovie, affinché colleghino Paesi e regioni europei tramite treni più accessibili e convenienti, compresi treni veloci e notturni; il passaggio a un’agricoltura sostenibile rende l’acqua che beviamo più pulita, quindi bisogna vietare sostanze chimiche pericolose aiuta a prevenire i problemi di salute.

“Per tutelare la nostra preziosa natura, – chiosano i Verdi- vogliamo espandere le aree protette in modo significativo, assicurarci che includano gli ecosistemi chiave e garantire che la protezione funzioni davvero. Una maggiore ambizione deve essere accompagnata da maggiori finanziamenti”.

FONTE: GREENME

Intorno a questi ospedali ci sono rifugi immersi nella natura per aiutare i malati a guarire

Intorno a questi ospedali ci sono rifugi immersi nella natura per aiutare i malati a guarire
La natura come strumento di benessere nel processo di guarigione. E’ il nuovo concept dello studio Snøhetta che in Norvegia, a pochi passi dagli ospedali, ha progettato dei piccoli rifugi in legno per pazienti e le loro famiglie.
Angoli di paradiso dove riconnettersi con la natura e affrontare il periodo di degenza o guarigione. Per conto della Fondazione Friluftssykehuset, Snøhetta ha progettato due rifugi, il primo a soli 100 metri dall’ingresso dell’Oslo University Hospital,il secondo vicino al Sørlandet Hospital Kristiansand nel sud della Norvegia.

Trentacinque metri quadrati tra querce e betulle con un design che ricorda quello di una casetta sull’albero. L’ambiente all’interno è confortevole: ci sono cuscini colorati e c’è una grande finestra circolare per guardare il cielo.

Un luogo, insomma, dove scacciare via i brutti pensieri che spesso si fanno da un letto di ospedale. I muri bianchi lasciano spazio a pareti cromatiche che offrono a pazienti e familiari la possibilità di una fuga mentale dai regimi ospedalieri e dai ricoveri a lungo termine. Tecnicamente in Norvegia si chiamano Outdoor Care Retreat.

“La natura offre gioia spontanea e aiuta i pazienti a rilassarsi: stare in un ambiente naturale porta loro una rinnovata calma, che persiste anche quando si torna in ospedale. In questo senso, l’Outdoor Care Retreat aiuta a motivare i pazienti a superare le cure”, spiega la psicologa infantile Maren Østvold Lindheimdell’Ospedale universitario di Oslo, uno degli iniziatori del progetto.

i rifugi sono fatti in legno e aperti a tutti indipendentemente dal tipo di malattia. C’è una stanza principale e una più piccola, oltre che il bagno. La cosa più suggestiva sono sicuramente le vetrate che possono essere completamente aperte per respirare l’aria della natura e ascoltarne i suoni.

Un’idea straordinaria che speriamo arrivi presto anche in Italia.

Fonte:https://www.greenme.it/abitare/bioedilizia-e-bioarchitettura/30171-rifugi-natura-ospedale

Hansjörg Wyss, chi è il mecenate svizzero che ha donato un miliardo per proteggere il Pianeta

Hansjörg Wyss, chi è il mecenate svizzero che ha donato un miliardo per proteggere il Pianeta
Svizzero di nascita, ma americano d’adozione Hansjorg Wyss vive a Jackson Hole, in Wyoming, negli Stati Uniti e grazie alla sua fondazione no profit ha deciso di contribuire a pieno titolo al futuro del Pianeta.

“Tutti noi, cittadini, filantropi, imprenditori e capi di stato dovremmo preoccuparci dell’enorme divario tra la scarsa protezione di cui gode attualmente l’ambiente e ciò che dovrebbe essere protetto. Questa è una lacuna che dobbiamo colmare con urgenza, prima che l’impronta umana prenda il sopravvento sugli ultimi luoghi selvaggi della Terra”, ha scritto Wyss in una lettera al New York Time.

La donazione è stata annunciata con la Wyss Campaign for Nature e il denaro verrà utilizzato per creare parchi nazionali, riserve naturali e aree marine protette.

Il piano sarà scaglionato in dieci anni perché l’obiettivo del mecenate è quello di mantenere circa il 30% della Terra allo stato naturale fino al 2030. Ma non solo, Wyss promette di finanziare anche la ricerca all’Università di Berna per sviluppare misure di conservazione più efficaci.

Comunque, il fondatore del gruppo di tecnologia medica Synthes, che si è arricchito vendendo l’azienda alla multinazionale americana Johnson&Johnson, non è nuovo a questo tipo di iniziative.

Wyss aveva già investito più di 450 milioni di dollari in progetti ambientali in Africa, Sudamerica, Nordamerica ed Europa per la salvaguardia ambientale.

“Questo denaro sosterrà gli sforzi di conservazione gestiti a livello locale in tutto il mondo, aiuterà a fare pressione per aumentare gli obiettivi globali sulla protezione degli oceani, cercherà di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questo impegno, e finanzierà studi scientifici per identificare le migliori strategie in modo da raggiungere il nostro obiettivo”, ha concluso Wyss.