Crea sito

I nativi americani erano tutt’altro che primitivi: cosa ci dice il dna della mummia naturale più antica del mondo

I nativi americani erano tutt’altro che primitivi: cosa ci dice il dna della mummia naturale più antica del mondo

Il Dna di uno scheletro antico di 10.600 anni – chiamato “Spirit Cave Mummy”, la mummia naturale più antica del mondo – ha rivelato che era imparentato con una tribù di nativi americani. Quindi risulta infondata la vecchia teoria secondo la quale un gruppo chiamato Paleoamericani esisteva già in Nord America prima dei nativi americaniIl nostro studio dimostra che Spirit Cave e Lagoa Santa erano in realtà geneticamente più vicini ai nativi americani contemporanei che a qualsiasi altro gruppo antico o contemporaneo sequenziato fino ad oggi” spiega a questo proposito Eske Willeslev, che ha guidato lo studio.
Dall’Alaska alla Patagonia: ecco come i primi esseri umani si sono diffusi nel continente americano. Un gruppo di ricerca dell’Università di Cambridge ha sequenziato il loro DNA e ha scoperto che la diffusione fu incredibilmente rapida durante l’ultima era glaciale e ha tracciato le loro interazioni nel corso dei millenni.

Ma non solo, molto di più. Il team ha dimostrato che Spirit Cave era un antenato degli attuali nativi americani. Lo scheletro e la sua analisi hanno un significato culturale enorme: innanzitutto perché, dopo 20 anni di dispute legali, la tribù Paiute-Shoshone di Fallon è riuscita a riavere il proprio antenato che il governo degli Stati Uniti non voleva restituirgli (la consegna con sepoltura è avvenuta nel corso di una cerimonia ufficiale).

Inoltre il lavoro ha aiutato a rivelare come gli antichi umani si trasferirono e si stabilirono attraverso le Americhe. Infatti gli scienziati sono riusciti a “tracciare” il movimento delle popolazioni dall’Alaska fino alla Patagonia, dimostrando che spesso si separavano l’uno dall’altra, a volte spostandosi in gruppi molto piccoli
“Una cosa sorprendente dell’analisi di Spirit Cave e Lagoa Santa è la loro stretta somiglianza genetica che implica come la loro popolazione ancestrale si sia spostata attraverso il continente a velocità sorprendente – spiega David Meltzer, coautore dello studio – […] Questo significa che i primi popoli erano altamente specializzati nel muoversi rapidamente attraverso un paesaggio completamente sconosciuto e deserto. Avevano un intero continente per se stessi e viaggiavano a grandi distanze con incredibile rapidità”.

Solo una “curiosità scientifica”? Decisamente no. Innanzitutto per l’immenso valore culturale che dimostra per l’ennesima volta come le popolazioni precolombiane erano tutt’altro che “primitive” in senso lato, gettando un ulteriore velo di tristezza e di sconforto su cosa è accaduto loro con l’arrivo dei “civili” europei. Tristezza e sconforto che non passano conoscendo come vivono anche attualmente e quali pregiudizi ancora li circondano.
Una scoperta che ci farà riscrivere i libri e apre un capitolo straordinario nella storia umana.

Fonte:https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/29411-nativi-americani-dna-mummia#9

La leggenda dell’arcobaleno secondo i nativi americani

La leggenda dell’arcobaleno secondo i nativi americani

Come è nato l’arcobaleno? Sappiamo tutti che è un fenomeno ottico e meteorologico che produce luce quando il sole attraversa le gocce d’acqua, eppure per regalare un po’ di magia a questo straordinario spettacolo, raccontiamo la leggenda dell’arcobaleno tramandata dai nativi americani.

L’arcobaleno è un fenomeno che ci meraviglia sempre, non importa quante volte l’abbiamo visto, continueremo a rimanere incantati. Sono tantissime le leggende sulla sua nascita, quella raccontata ai bambini è di solito il litigio tra i colori, noi vogliamo raccontarvi quella tramandata dai nativi americani.

Un giorno, madre Terra e padre Sole andarono a fare visita a un ragazzo solitario che si chiamava Atsosi Bagani.

“Devi prendere moglie” disse la Terra.
“Andrai a cercare moglie per un cammino ignoto agli uomini” aggiunse il Sole.

“Sposerai la maggiore delle sorelle Dobedeklad, Quelle-che-il-sole-non-illumina. Abitano in un pueblo. Gli uccelli le hanno imprigionate nelle tenebre, invidiosi della loro bellezza: tu solo puoi liberarle. Per aiutarti, costruirò un passaggio tra la tua capanna e il pueblo e trasformerò le ragazze e te, affinché gli uccelli non vi riconoscano e vi uccidano a beccate”, continuò il Sole.

Così, emerse dalla terra un arco gigantesco formato da strisce di colori brillanti, saliva molto in alto nel cielo e scendeva in lontananza sulla terra. Quando Atsosi Bagani si incamminò su questo ponte, fu trasformato in una farfalla, i cui colori si confondevano con quelli dell’arcobaleno.

Gli uccelli non lo notarono e l’uomo farfalla arrivò sul tetto di una grande casa e scese attraverso un’apertura scura. Nella penombra, vide le due sorelle occupate a tessere un magnifico tappeto dai colori dell’arcobaleno, i cui motivi ricordavano i fiumi e le montagne.

“Guarda, sorellina – disse la maggiore – una farfalla si è posata in cima alla scala”.

La sorella minore, molto eccitata, si precipitò verso la scala e un raggio di sole la sfiorò, la maggiore cercò di trattenerla ma entrambe furono attratte dal potere magico dei raggi solari. Sul tetto, la farfalla si trasformò nel giovane uomo.

“Il Sole mi ha mandato a cercarvi, sarete mia moglie e mia sorella”.

Gli uccelli li videro e si precipitarono su di loro con gridi stridenti, ma il Sole vegliava e trasformava i giovani in delicate farfalle, così gli uccelli non riuscirono a trovare i fuggitivi. Atsosi Bagani ritornò alla sua capanna e il Sole e la Terra assistettero al matrimonio.

Il giovane continuò a cacciare, mentre le due sorelle tessevano meravigliosi tappeti. Nella piccola capanna illuminata dal sole, però, le due ragazze avevano nostalgia della loro vecchia casa buia. Vedendole tristi, il Sole disse loro:

“Se lo desiderate tanto, potrete rivedere la vostra cupa dimora, ma adesso gli uccelli sono diventati diffidenti e dovete difendervi”.

Così prima di trasformarle in farfalle, diede a ciascuna due grossi chicchi di grandine.Quando gli uccelli le attaccarono, la sorella maggiore scagliò contro di loro il primo chicco, che si tramutò in una grossa nube nera che avvolse gli uccelli.

Le ragazze-farfalle proseguirono il volo, ma presto gli uccelli le raggiunsero e queste dovettero lanciare il secondo chicco di grandine, che si trasformò in una pioggia scrosciante, poi il terzo, che si ruppe in migliaia di piccoli chicchi. Ma la grandine finì e gli uccelli ripresero l’inseguimento. Il pueblo era in vista, ma le farfalle non erano abbastanza veloci. Dovettero quindi lanciare l’ultimo chicco, che infiammò il cielo di lampi e tuoni.

Gli uccelli scapparono spaventati e le ragazze furono salve. Le sorelle tornarono da Atsosi Bagani, ma ogni volta che sentivano nostalgia visitavano la loro vecchia casa. Così, dopo ogni temporale, si forma un arcobaleno tra il pueblo e la capanna del giovane, che riconcilia il mondo delle tenebre con il regno del Sole.

L’arcobaleno assume diversi significati legati alle divinità, alla creazione, ma anche al collegamento tra i mondi, Non a caso, è una combinazione di colori perfetta. Nel tantra indù e buddista l’arcobaleno viene descritto come un corpo di luce che emana vita, speranza, trasformazione e armonia con l’universo.

100 milioni di Nativi Americani uccisi: perché nessuno ricorda la loro memoria?

100 milioni di Nativi Americani uccisi: perché nessuno ricorda la loro memoria?

Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale, fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi, operato per mano degli Occidentali.

olocausto nativi americaniIl genocidio degli Indiani d’America, è conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane”. Ecco quello che i libri di storia non dicono!

Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. L’olocausto compiuto nei confronti di questi popoli, non fu solo lo sterminio di milioni di persone, ma fu anche qualcosa di più profondo, ovvero la totale distruzione delle loro avanzatissime culture, molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e le leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi il “Codice Etico dei Nativi Americani”.

Il massacro iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano (solo Colombo ne ucccise circa mezzo milione) e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale. Quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio sono state molte e diverse, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità, sterminate sistematicamente con le armi, da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali, alla diffusione intenzionale di malattie endemiche come il vaiolo, alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.

Libri e varie…
MEDICINE WOMAN  - CD
di Emily Shreve

Un toccante omaggio in musica di Emily Shreve allo spirito dei nativi-americani.
 Le ammalianti melodie del flauto tradizionale redwood, a volte edificanti, magiche ed ispiranti, altre più evocative e sognanti, riflettono la forza, il fascino e le tradizioni dei Nativi d'America.
 Emily Shreve non solo ha catturato lo spirito di questo popolo, ma ha anche utilizzato le loro voci ed i loro canti tribali, dando vita ad un album che trasmette positività, gioia ed illuminazione.
 Con le suggestive note del flauto tradizionale dei Nativi accompagnate da quelle della chitarra acustica, di vari strumenti orchestrali, dai ritmi delle percussioni tradizionali e da delicati suoni della natura, "Medicine Woman" è lo specchio di quanto si cela nel cuore e nella storia degli Indiani d'America....
IL RITORNO DEI POPOLI DELLE STELLE  - LIBRO
di Ardy Sixkiller Clarke

Per gli indiani d'America gli UFO sono i popoli delle stelle, gli antenati che hanno insegnato loro la vita e il rapporto con la natura. Incontrarli diventa un arricchimento in grado di aprire finestre su altre realtà.
 In questo bestseller, che rappresenta un documento ufologico unico e preziosissimo, l'autrice descrive gli incontri avvenuti tra gli indiani d'America e le razze aliene, a loro note come ?i popoli delle stelle?, attraverso una serie di racconti straordinari narrati da indiani di ogni classe ed estrazione sociale.
 Da questa raccolta di esperienze emerge per la prima volta una rappresentazione del mondo e degli UFO completamente diversa da quella occidentale, la quale non solo accetta come del tutto naturale l'esistenza dei popoli delle stelle, ma li considera addirittura i loro antenati. È un libro profondo e denso di significato che porta a riconsiderare completamente il fenomeno degli UFO e il modo di vivere gli incontri e i rapporti con gli alieni....
EBOOK - LA VISIONE SACRA DEGLI INDIANI D'AMERICA
di Giulio Fanin

La tradizione culturale e spirituale degli indiani d'America ha origini millenarie. Per un indiano l'unione con il divino è davvero realizzabile, da questa vita e in questa vita.
 La storia dei nativi d'America è anche drammatica narrazione di un genocidio, di uno sterminio di massa. Un'eliminazione pianificata che non ha risparmiato gli elementi di un'identità culturale capace di attrarre e affascinare, per mezzo delle scarse tracce giunte fino a noi, con la potenza e la forza di una visione dell'uomo e della natura, del sacro e del trascendente, di tutto ciò che si pone oltre i limiti della conoscenza razionale, in accordo con quell'anelito, quel bisogno incoercibile di ricerca del significato o dei significati della Vita e del Tutto che, oggi come allora, qui come là, ispirano e guidano anche la cultura e la civiltà occidentali.
 I due ebook che compongono questa serie sulla spiritualità degli indiani d'America ti condurranno all'interno di quel meraviglioso mondo spirituale e di restituirti almeno una parte del fascino caleidoscopico e immortale che esprime questa meravigliosa civiltà, interconnessa e integrata al divino della natura.
  ...
SCIAMANI DELLE DUE AMERICHE
Storie di vita vissuta

Quattro episodi di vita reale, ambientati nel mondo ?magico» degli Amerindi: Arizona, Messico, Perù, Texas.
 I protagonisti, tra drammi e ironia, sono gli sciamani, o stregoni, e gli avventurosi antropologi che li hanno scoperti, addentrandosi nel mondo misterioso della magia precolombiana. Tra cure miracolose, apparizioni soprannaturali e scorci di vita indiana, si apre un panorama dove l'incredibile è il pane quotidiano di una cultura segreta e antica di millenni....
CIVILTà INDIGENE D'AMERICA - LIBRO
Scritti da "conoscenza religiosa"
di Grazia Marchianò

Un saggio sulla civiltà indigena d'america.
 Tornano finalmente disponibili i testi più preziosi pubblicati da Elémire Zolla nella rivista «Conoscenza religiosa», che fondò e diresse dal 1969 al 1983 presso la storica editrice fiorentina La Nuova Italia.
 Civiltà indigene d'America accoglie una selezione di saggi che rivelarono oltre quarant'anni fa le conoscenze segrete e i riti sciamanici custoditi dagli anziani delle tribù amerindie sparse nel continente americano e oppresse da secoli.
 Elémire Zolla, Pietro Citati, Joseph Epes Brown, che negli anni Quaranta del Novecento raccolse le visioni del grande capo sioux Alce Nero, l'etnologo e esploratore Giorgio Costanzo in missione tra gli indigeni colorado in Equador, Léon Cadogan, un bianco 'adottato' dagli indiani mbyá guaraní del Paraguay, assieme a sei esperti italiani e di altri paesi, offrono in quest'opera affascinanti testimonianze storiche e etnologiche arricchite da disegni indigeni originali, e lungimiranti riflessioni sul valore impagabile dei saperi arcaici e sulla necessità di scongiurarne l'oblio nel mondo contemporaneo....

“L’ideazione dei campi di concentramento, così come le pratiche di genoci, devono molto agli studi di storia inglese e americana da parte di Hitler. Egli ammirava i campi per i prigionieri boeri in Sudafrica e quelli degli indiani nel selvaggio West; e spesso elogiava l’efficienza dello sterminio degli Stati Uniti – per fame e combattimenti irregolari – dei selvaggi rossi, che non potevano essere conquistati con la prigionia”. (“Adolf Hitler” di John Toland, pag. 202)

Nativi americaniUn pretesto che veniva usato contro gli Indiani, era l’accusarli di “insensato tradizionalismo” ossia la loro legittima ostilità a sottomettersi ad usi e costumi che non gli appartenevano, e di voler rivendicare diritti (se di rivendicazione si può parlare, visto che chi da millenni vive in un determinato territorio ed esercita la sua sovranità su di esso, lo può ben considerare la propria Patria) su enormi porzioni di territorio, che i coloni non potevano sfruttare. Evidentemente, la violazione della sovranità nazionale degli altri Paesi e la pretesa superiorità di uno stile di vita rispetto ad altri giudicati selvaggi, e l’intervento violento per imporre quello stile di vita, è una tradizione ben radicata nella cultura statunitense, che perdura ancora oggi!

Oggi, gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila, di cui la maggior parte vive in riserve, mentre quelli che si sono invece integrati nella società americana, sono considerati alla stregua di una razza inferiore. All’arrivo dei primi coloni, gli indiani fecero “l’errore” di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono ad uccidere e rivendicare come loro tutto il continente. Le riserve divennero dei veri e propri lager, in cui venivano date appositamente coperte infette da vaiolo e le donne venivano sterilizzate “per affrettare la risoluzione della questione indiana”. Così scomparvero i popoli custodi della saggezza americana, delle grandi praterie, degli altopiani, dei ghiacci e del deserto, vittime dell’immigrazione e oggi… anche dei “vuoti di memoria” dei media di regime.

Fonte: https://www.dionidream.com/olocausto-nativi-mericani/