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IL GIORNO DELLA MEMORIA E I GENOCIDI DIMENTICATI

IL GIORNO DELLA MEMORIA E I GENOCIDI DIMENTICATI

La nostra civiltà ha bisogno di memoria, di ricordare e provare ancora terrore per quello che alcuni uomini sono riusciti a fare ai loro simili.

Domani 27 gennaio, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte. L’apertura dei cancelli di Auschwitz il 27 gennaio 1945 mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati nei lager nazista.

  Si legge: su alcune testate “Il giorno della memoria è un modo per cercare di conservare nel futuro dell’Italia il ricordo di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.”

Tutti siamo perfettamente d’accordo sulla prima parte di questa affermazione ma è come se dichiarando: “ affinché eventi simili non possano mai più accadere”  negassimo e non ci rendessimo conto di quanti altri genocidi è piena la cronaca del XX e XXI  secolo.

Non esistono genocidi maggiormente importanti di altri se non in relazione alla quantità di morti e se è mostro dovere ricordare e rabbrividire per la Shoah per quale motivo ci scordiamo di ricordare e raccontare i massacri di altri popoli?

La povertà non può essere una discriminazione legata al ricordo!

Come non ricordare il popolo Curdo e il genocidio armenoo meglio l’olocausto degli armenideportazioni ed eliminazioni della popolazione armena perpetrate dall’Impero Ottomano tra il 1915 e il 1923, che causarono circa 1,5 milioni di morti. Tale genocidio viene commemorato dagli armeni il 24 aprile di ogni anno.

COSI’ PER NON DIMENTICARE, anche se non in modo esaustivo, appare importante ricordare alcuni genocidi che si sono avuti nel XX secolo:

GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA CINA – Nell’anno 1900, la rivolta dei “Boxer” causò oltre 30 mila morti, in gran parte cristiani. Sono almeno 48 milioni i cinesi caduti sotto il regime di Mao tra  le purghe, la rivoluzione culturale e i campi di lavoro forzato, dal 1949 al 1975.

GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA RUSSIA – Non meno di 20 milioni i russi eliminatidurante gli anni del terrore comunista di Stalin (1924 – 1953). Esecuzioni di controrivoluzionari e di prigionieri, vittime del gulag o della fame.

GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’INDONESIA – Nel periodo 1965 – 67, quasi un milione di comunisti indonesiani sono stati deliberatamente eliminati dalle forze governative indonesiane, mentre tra il 1974 e il 1999 sono stati eliminate da gruppi paramilitari filo-indonesiani 250 mila persone della popolazione di Timor-Est.

GENOCIDIO DEL POPOLO CAMBOGIANO – Un milione di cambogiani sono morti in soli quattro anni, tra il 1975 e il 1979, sotto il regime di terrore e cinico massacro instaurato dai Khmer rossi di Pol Pot.

GENOCIDIO DEL POPOLO SUDANESE – Si stima che un milione e novecentomila cristiani e animisti siano morti a causa del blocco imposto dal governo di Khartum all’arrivo degli aiuti umanitari destinati al Sudan meridionale.

GENOCIDIO DEI POPOLI DEL RWANDA E DEL BURUNDI – Dal 94 ad oggi, 800 mila civili ruandesi sono stati massacrati nel conflitto scoppiato tra hutu e tutsi; un’analoga cifra è stimata per le vittime del vicino Burundi.

GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’AMERICA LATINA – Dalla Rivoluzione messicana, ai “desaparecidos” delle dittature militari degli ultimi decenni del XX secolo, sono oltre un milione le vittime innocenti della violenza di Stato dei regimi sudamericani.

 

Per non parlare delle vittime dei genocidi e delle “pulizie etniche” compiute nella ex -Yugoslavia, in Liberia, Sierra Leone, Angola, Congo, Libano, Corea del Nord, Sri Lanka, Haiti, Tibet …  con un elenco che continua fino ai nostri giorni. La guerra in Afghānistān nell’autunno 2001 e l’invasione dell’Irāq nella primavera 2003, le Torri Gemelle  e tutti gli attacchi terroristici di cui le cronache dei nostri giornali sono sempre piene.

Che dire …  Forse dovremmo ricordarci facendoci aiutare dalle testimonianze di chi ancora non ha voce, soffermarci sugli orrori che tante persone hanno subito e stanno subendo ogni giorno… Per il momento non sembra che nel cuore di molti individui la tragica esperienza della Shoah abbia insegnato che eventi simili non debbano mai più accadere!

Io (non) ho paura

Io (non) ho paura

Ha vagamente la forma di una mandorla e da questa caratteristica mutua il nome dal greco: l’amigdala. Il compito di queste ghiandole, una per emisfero cerebrale, è, nell’arco di tempo di pochi millisecondi, di gestire le emozioni ed in particolare la paura.

La paura, l’emozione forse più strettamente connessa alla nostra sopravvivenza e quindi all’evoluzione. Le due amigdale – racchiuse lateralmente dai lobi temporali di destra e di sinistra – lavorano e memorizzano in tandem, ma hanno anche alcune specializzazioni che le distinguono. Quella di destra è orientata alla paura ed alle sensazioni negative, mentre quella di sinistra, sembra essere un po’ più aperta alle sensazioni positive ed in particolare al sistema delle ricompense.

Ogni amigdala riceve informazioni dai neuroni deputati alla vista, all’olfatto, all’udito o al dolore, e rispedisce ordini esecutivi verso l’apparato motorio o il sistema circolatorio. In caso di pericolo, ad esempio, ordina contemporaneamente al corpo di immobilizzarsi, al cuore di battere più forte e agli ormoni dello stress di fare il loro lavoro.

L’ ‘amigdala è dunque l’archivio della nostra memoria emozionale, per ciò analizza l’esperienza corrente, con quanto già accaduto nel passato: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione ed agisce, talvolta, prima di avere una piena conferma. L’amigdala può reagire prima che la corteccia sappia che cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza viene scatenata in modo indipendente dal pensiero cosciente, e generalmente privo di esso.

Un funzionamento difettoso dell’amigdala, dovuto a cause genetiche o ad un problema con i neurotrasmettitori, può essere collegato ad ansia, autismo, depressione, fobie e stress post-traumatico. Un trauma dovuto a situazioni vissute durante un conflitto bellico o nel corso di una violenza sessuale cambiano fisicamente l’amigdala in breve tempo. È probabilmente la struttura cerebrale sessualmente più dimorfica che c’è, ovvero quella che più distingue il cervello di tipo maschile da quello di tipo femminile.

100 milioni di Nativi Americani uccisi: perché nessuno ricorda la loro memoria?

100 milioni di Nativi Americani uccisi: perché nessuno ricorda la loro memoria?

Lo sterminio di tutte le etnie “indie”, ovvero dei Nativi Americani, dal Nord America all’America Centrale, fino al Sud America, è il più immane e devastante olocausto di tutti i tempi, operato per mano degli Occidentali.

olocausto nativi americaniIl genocidio degli Indiani d’America, è conosciuto come i “500 anni di guerra” e il “Più Grande Olocausto del mondo nella storia del genere umano, come durata e perdita di vite umane”. Ecco quello che i libri di storia non dicono!

Gli Indiani d’America popolavano l’intero continente americano, dalle gelide lande dell’Alaska fino alla punta meridionale del continente, la Terra del fuoco, gelide terre in prossimità dell’Antartico. L’olocausto compiuto nei confronti di questi popoli, non fu solo lo sterminio di milioni di persone, ma fu anche qualcosa di più profondo, ovvero la totale distruzione delle loro avanzatissime culture, molto più in contatto con la natura, la conoscenza delle piante e le leggi dell’universo. Per avere un’idea della loro meravigliosa etica vedi il “Codice Etico dei Nativi Americani”.

Il massacro iniziò praticamente pochi anni dopo la scoperta del continente americano (solo Colombo ne ucccise circa mezzo milione) e si concluse alla soglia della Prima Guerra Mondiale. Quindi si sviluppò lungo un periodo di tempo molto vasto e difficilmente delimitabile. Le modalità del genocidio sono state molte e diverse, dall’eccidio vero e proprio di intere comunità, sterminate sistematicamente con le armi, da eserciti regolari o da soldataglie criminali assoldate alla bisogna per mantenere pulita l’immagine dei governi ufficiali, alla diffusione intenzionale di malattie endemiche come il vaiolo, alla distruzione delle piante e degli animali per impedire che gli indiani si nutrissero.

Libri e varie…
MEDICINE WOMAN  - CD
di Emily Shreve

Un toccante omaggio in musica di Emily Shreve allo spirito dei nativi-americani.
 Le ammalianti melodie del flauto tradizionale redwood, a volte edificanti, magiche ed ispiranti, altre più evocative e sognanti, riflettono la forza, il fascino e le tradizioni dei Nativi d'America.
 Emily Shreve non solo ha catturato lo spirito di questo popolo, ma ha anche utilizzato le loro voci ed i loro canti tribali, dando vita ad un album che trasmette positività, gioia ed illuminazione.
 Con le suggestive note del flauto tradizionale dei Nativi accompagnate da quelle della chitarra acustica, di vari strumenti orchestrali, dai ritmi delle percussioni tradizionali e da delicati suoni della natura, "Medicine Woman" è lo specchio di quanto si cela nel cuore e nella storia degli Indiani d'America....
IL RITORNO DEI POPOLI DELLE STELLE  - LIBRO
di Ardy Sixkiller Clarke

Per gli indiani d'America gli UFO sono i popoli delle stelle, gli antenati che hanno insegnato loro la vita e il rapporto con la natura. Incontrarli diventa un arricchimento in grado di aprire finestre su altre realtà.
 In questo bestseller, che rappresenta un documento ufologico unico e preziosissimo, l'autrice descrive gli incontri avvenuti tra gli indiani d'America e le razze aliene, a loro note come ?i popoli delle stelle?, attraverso una serie di racconti straordinari narrati da indiani di ogni classe ed estrazione sociale.
 Da questa raccolta di esperienze emerge per la prima volta una rappresentazione del mondo e degli UFO completamente diversa da quella occidentale, la quale non solo accetta come del tutto naturale l'esistenza dei popoli delle stelle, ma li considera addirittura i loro antenati. È un libro profondo e denso di significato che porta a riconsiderare completamente il fenomeno degli UFO e il modo di vivere gli incontri e i rapporti con gli alieni....
EBOOK - LA VISIONE SACRA DEGLI INDIANI D'AMERICA
di Giulio Fanin

La tradizione culturale e spirituale degli indiani d'America ha origini millenarie. Per un indiano l'unione con il divino è davvero realizzabile, da questa vita e in questa vita.
 La storia dei nativi d'America è anche drammatica narrazione di un genocidio, di uno sterminio di massa. Un'eliminazione pianificata che non ha risparmiato gli elementi di un'identità culturale capace di attrarre e affascinare, per mezzo delle scarse tracce giunte fino a noi, con la potenza e la forza di una visione dell'uomo e della natura, del sacro e del trascendente, di tutto ciò che si pone oltre i limiti della conoscenza razionale, in accordo con quell'anelito, quel bisogno incoercibile di ricerca del significato o dei significati della Vita e del Tutto che, oggi come allora, qui come là, ispirano e guidano anche la cultura e la civiltà occidentali.
 I due ebook che compongono questa serie sulla spiritualità degli indiani d'America ti condurranno all'interno di quel meraviglioso mondo spirituale e di restituirti almeno una parte del fascino caleidoscopico e immortale che esprime questa meravigliosa civiltà, interconnessa e integrata al divino della natura.
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SCIAMANI DELLE DUE AMERICHE
Storie di vita vissuta

Quattro episodi di vita reale, ambientati nel mondo ?magico» degli Amerindi: Arizona, Messico, Perù, Texas.
 I protagonisti, tra drammi e ironia, sono gli sciamani, o stregoni, e gli avventurosi antropologi che li hanno scoperti, addentrandosi nel mondo misterioso della magia precolombiana. Tra cure miracolose, apparizioni soprannaturali e scorci di vita indiana, si apre un panorama dove l'incredibile è il pane quotidiano di una cultura segreta e antica di millenni....
CIVILTà INDIGENE D'AMERICA - LIBRO
Scritti da "conoscenza religiosa"
di Grazia Marchianò

Un saggio sulla civiltà indigena d'america.
 Tornano finalmente disponibili i testi più preziosi pubblicati da Elémire Zolla nella rivista «Conoscenza religiosa», che fondò e diresse dal 1969 al 1983 presso la storica editrice fiorentina La Nuova Italia.
 Civiltà indigene d'America accoglie una selezione di saggi che rivelarono oltre quarant'anni fa le conoscenze segrete e i riti sciamanici custoditi dagli anziani delle tribù amerindie sparse nel continente americano e oppresse da secoli.
 Elémire Zolla, Pietro Citati, Joseph Epes Brown, che negli anni Quaranta del Novecento raccolse le visioni del grande capo sioux Alce Nero, l'etnologo e esploratore Giorgio Costanzo in missione tra gli indigeni colorado in Equador, Léon Cadogan, un bianco 'adottato' dagli indiani mbyá guaraní del Paraguay, assieme a sei esperti italiani e di altri paesi, offrono in quest'opera affascinanti testimonianze storiche e etnologiche arricchite da disegni indigeni originali, e lungimiranti riflessioni sul valore impagabile dei saperi arcaici e sulla necessità di scongiurarne l'oblio nel mondo contemporaneo....

“L’ideazione dei campi di concentramento, così come le pratiche di genoci, devono molto agli studi di storia inglese e americana da parte di Hitler. Egli ammirava i campi per i prigionieri boeri in Sudafrica e quelli degli indiani nel selvaggio West; e spesso elogiava l’efficienza dello sterminio degli Stati Uniti – per fame e combattimenti irregolari – dei selvaggi rossi, che non potevano essere conquistati con la prigionia”. (“Adolf Hitler” di John Toland, pag. 202)

Nativi americaniUn pretesto che veniva usato contro gli Indiani, era l’accusarli di “insensato tradizionalismo” ossia la loro legittima ostilità a sottomettersi ad usi e costumi che non gli appartenevano, e di voler rivendicare diritti (se di rivendicazione si può parlare, visto che chi da millenni vive in un determinato territorio ed esercita la sua sovranità su di esso, lo può ben considerare la propria Patria) su enormi porzioni di territorio, che i coloni non potevano sfruttare. Evidentemente, la violazione della sovranità nazionale degli altri Paesi e la pretesa superiorità di uno stile di vita rispetto ad altri giudicati selvaggi, e l’intervento violento per imporre quello stile di vita, è una tradizione ben radicata nella cultura statunitense, che perdura ancora oggi!

Oggi, gli indiani sopravvissuti sono meno di 50mila, di cui la maggior parte vive in riserve, mentre quelli che si sono invece integrati nella società americana, sono considerati alla stregua di una razza inferiore. All’arrivo dei primi coloni, gli indiani fecero “l’errore” di mostrarsi piuttosto accoglienti. Quando gli immigrati furono abbastanza numerosi, cominciarono ad uccidere e rivendicare come loro tutto il continente. Le riserve divennero dei veri e propri lager, in cui venivano date appositamente coperte infette da vaiolo e le donne venivano sterilizzate “per affrettare la risoluzione della questione indiana”. Così scomparvero i popoli custodi della saggezza americana, delle grandi praterie, degli altopiani, dei ghiacci e del deserto, vittime dell’immigrazione e oggi… anche dei “vuoti di memoria” dei media di regime.

Fonte: https://www.dionidream.com/olocausto-nativi-mericani/