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Trump: “Gli Usa e l’Italia alleati sin dai tempi dell’antica Roma” e la faccia della traduttrice diventa virale

Trump: “Gli Usa e l’Italia alleati sin dai tempi dell’antica Roma” e la faccia della traduttrice diventa virale

 Secondo Donald Trump, “Gli Stati Uniti e l’Italia sono legati culturalmente da legami che durano da migliaia di anni, fino all’Antica Roma”. Non solo il presidente ha pronunciato questa gigantesca castroneria storica (Gli Stati Uniti non solo non esistevano, ovviamente, ai tempi di Roma, ma l’intero continente americano non sarebbe stato scoperto prima di un altro millennio), ma ha anche ritenuto necessario farlo pubblicare dall’account twitter della Casa Bianca. È ancora lì:

The White House@WhiteHouse

🇺🇸
🇮🇹

President @realDonaldTrump just wrapped up a joint press conference with President Mattarella of Italy.

“The United States and Italy are bound together by a shared cultural and political heritage dating back thousands of years to Ancient Rome.” 18.00019:55 – 16 ott 2019Informazioni e privacy per gli annunci di Twitter14.400 utenti ne stanno parlando

Ma a diventare virale sui social di tutto il mondo è la faccia della traduttrice italiana, non appena Trump pronuncia queste parole. La donna deve riferire al presidente Mattarella, in visita negli Stati Uniti, cosa ha appena detto Trump ed è ovviamente basita

L’Italia e gli 890 milioni di euro di armi alla Turchia: abbiamo le mani sporche di sangue

L’Italia e gli 890 milioni di euro di armi alla Turchia: abbiamo le mani sporche di sangue

Cosa c’entra l’Italia con la guerra di Erdogan in Siria? Il 9 ottobre è partita l’offensiva turca contro i curdi, e nei prossimi interventi potrebbero essere utilizzate le armi che l’Italia ha venduto alla Turchia, diventando così “indirettamente complice” del massacro. Il nostro Paese, infatti, dal 2016 al 2018 ha ricevuto autorizzazioni per l’esportazione di 761,8 milioni di euro di armamenti verso la Turchia. 362 milioni solo nell’ultimo anno. A certificarlo è la relazione di Camera e Senato resa nota nel maggio scorso.

Questa cifra, come riportato nello stesso documento, “colloca la Turchia tra i primi 25 Paesi destinatari di licenze individuali di esportazione nel 2018”, per la precisione tra i primi tre, dopo il Qatar e il Pakistan. Se invece teniamo conto del dato complessivo a partire dal 2015 le autorizzazioni concesse per l’espo

Cgil, Arci, Anpi, e Rete italiana per il disarmo hanno già fatto un appello pubblico al ministro degli Esteri Di Maio perché fermi la vendita di armi alla Turchia. Alla luce degli attacchi degli ultimi giorni resta infatti discutibile che questo tipo di forniture possa continuare ad essere autorizzata in base alla normativa italiana. La legge 185 del 1990 impedisce chiaramente che si possano inviare armi “in paesi in stato di conflitto”, per questo l’invio di bombe, aerei e munizioni da parte dell’Italia risulta estremamente problematico.

Capire quali tipologie di armamento l’Italia stia esportando verso la Turchia è decisamente complesso. Ciò che è sicuro è che l’Italia invia armi complete, non si parla infatti di “semilavorati” ma di “bombe e missili”. Nel 2008 l’azienda di Stato AugustaWestland, poi confluita in Finmeccanica e oggi nota come Leonardo, aveva concesso all’azienda turca Tai (Turkish Aerospace Industries), una licenza di coproduzione degli elicotteri italiani AW 129 Mangusta.

Grazie a questa licenza la Turchia ha potuto produrre in casa l’elicottero T129 ATAK, una copia dell’elicottero da attacco italiano. Il contratto di licenza ammontava a oltre 1,2 miliardi di euro e gli elicotteri venivano realizzati completamente in Turchia, il “know-how” però era italiano. Il frutto dell’inchiesta è stato reso pubblico anche attraverso un video, realizzato in collaborazione con il programma Report. Tra i primi a darne notizia, il giornalista Antonio Mazzeo.


Noam Chomsky: “I padroni dell’umanità hanno ucciso l’Europa”

“Si credono i padroni dell’umanità e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica”. Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”.

A 86 anni, il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. Nessuna illusione: “Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo”, dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma nel gennaio 2014.  Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.

“La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori”, afferma Chomsky. In generale, come riporta il newsmagazine “Contropiano”, per Chomsky “le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere.”

Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti “sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles. Decide tutto la Commissione Europea, che non è tenuta a rispondere al Parlamento Europeo regolarmente eletto. Puro autoritarismo neo-feudale: questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature”.

Per Chomsky, il neoliberismo che domina la dottrina tecnocratica di Bruxelles è ormai un pericolo planetario. Il fanatismo del “libero mercato” come via naturale per un’economia sana poggia su di un dogma bugiardo e clamorosamente smentito. In realtà senza il supporto pubblico (in termini di welfare e di emissione monetaria) nessuna economia privata può davvero svilupparsi.

Oggi il neoliberismo si configura come “un grande attacco alle popolazioni mondiali”, addirittura “il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte”. Desolante il silenzio dell’informazione, che coinvolge gli stessi “new media”: la loro tendenza è quella di “sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta”.

Fonte:https://www.pressenza.com/it/2014/02/noam-chomsky-padroni-dellumanita-hanno-ucciso-leuropa/