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Elogio dell’ignoranza

Elogio dell’ignoranza

1002603_1392673127623220_324634993_nBen venga dunque questa ignoranza piena di consapevolezza: è un’ignoranza che ha alcunché di aristocratico e persino di sdegnoso, malgrado la sua rustica genuinità. Ben venga l’incompetenza tecnologica. Ben venga il rifiuto di una realtà algida e cervellotica, a favore di un’attitudine pratica, eppure non priva di un suo soffio spirituale.

E’ nelle concretezza delle cose, delle esperienze, delle relazioni umane che splende ancora un’ombra di significato.Viviamo in una società dove il brusio dell’”informazione” e lo scientismo hanno quasi del tutto eclissato il vero sapere, la cultura nutrita di pristine tradizioni, di consuetudini semplici, di un’istintiva e schietta adesione alla natura.

La gente di campagna è considerata, per atavico pregiudizio, ignorante, come sono guardati con sufficienza gli anziani che, più per ragioni di temperamento che anagrafiche, non sono integrati nella “comunicazione” digitale, oggi glorificata, perché ritenuta l’unica efficace ed efficiente.

Eppure quanta saggezza in quelle persone spesso attempate che ancora usano vocaboli pregnanti, corposi modi di dire, antichi e sapidi proverbi: è un mondo ormai quasi del tutto tramontato. Quante risonanze a volte in un termine solo, in un verbo coniugato nel modo giusto, in una frase impreziosita da una cadenza o da una massima vernacolare!

ffE’ bello percorrere una viottola del contado ed imbattersi, di quando in quando, in uomini e donne che salutano il viandante, pur non conoscendolo. A volte ci si sofferma a scambiare qualche parola e, anche se il discorso non è profondo, è pieno di cordialità, di passione, di buon senso. E’ il buon senso di chi, ad esempio, ha compreso che il cielo ed il tempo non sono più quelli di una volta. E’ il fiuto di chi non si lascia abbindolare dagli “esperti”.

GLI ITALIANI CI RUBANO IL LAVORO”: IL TICINO APPROVA LA LEGGE CONTRO I FRONTALIERI

GLI ITALIANI CI RUBANO IL LAVORO”: IL TICINO APPROVA LA LEGGE CONTRO I FRONTALIERI

13891808_1249256131765439_3696757196995430311_nQuante volte abbiamo detto “Prima gli italiani”? Quante volte abbiamo sentito che gli stranieri ci rubano il lavoro, ci fanno concorrenza sleale, determinano un abbassamento dei salari? Quante volte abbiamo ascoltato proclami sulle case popolare agli stranieri e non agli italiani, sui sussidi e gli hotel di lusso ai rifugiati e non ai poveri connazionali? E quante volte questi deliri della paura, questi editti dell’ignoranza, si sono accompagnati con la richiesta che si considerassero prima gli italiani, poi tutti gli altri. Come se si potesse fare una classifica etnica dei bisogni, una coda geografica allo sportello dei diritti, una graduatoria dell’accesso all’umanità.Prima i nostri. Non lascia adito a dubbi l’articolo costituzionale, approvato ieri in Canton Ticino che invita a privilegiare, nelle assunzioni, la manodopera che vive sul territorio.

L’elettorato ha accolto con il 58% di sì – 39,7% di no, 2,3% senza risposta – la norma, proposta dall’Udc, partito della destra nazionalista, e dalla Lega dei Ticinesi. L’iniziativa stabilisce nel mercato del lavoro il principio della preferenza indigena per evitare l’effetto di sostituzione con forza lavoro dall’estero. Un segnale netto – e forte – soprattutto per la questione transfrontalieri italiani: ogni giorno, infatti, dall’Italia arrivano circa sessantaduemila persone nel Cantone.  «Ora è chiaro – commenta il presidente ticinese Piero Marchesi – che gli interessi del Ticino devono prevalere su quelli dell’Unione Europea». Ribadito e rafforzato dunque il no alla libera circolazione, già espresso a febbraio di due anni fa – per l’applicazione pratica era previsto un tempo di tre anni, ossia entro febbraio 2017 – e rimasto ad oggi inattuato per la necessità e le difficoltà di rinegoziare un accordo con l’Ue. Immediato l’intervento del ministro italiano degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha scelto twitter per rispondere, in modo altrettanto netto, al cantone: «Il voto non ha per ora effetti pratici. Ma senza libera circolazione delle persone i rapporti tra Svizzera e Ue sono a rischio». Lo stesso governo ticinese ha segnalato la difficoltà dell’attuazione dell’articolo, date le leggi federali, ma il senso del voto rimane. Decisamente pesante. I ticinesi accusano gli italiani di rubare il lavoro ai residenti. Nessuna sorpresa per le associazioni di frontalieri, che con il clima di insofferenza dei ticinesi fanno i conti ogni giorno e già da tempo.