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Fare i pompini fa bene alla salute

Fare i pompini fa bene alla salute

I pompini anche detti: fellatio, pompa, soffocotto, soffocone, sboccaciuccio e sostanzialmente qualsiasi altro termine voi possiate coniare che abbia affinità coll’azione sarà universalmente compreso all’istante, è un’antica moneta di scambio, nonché una pregiata tecnica di mungitura dell’animale uomo utilizzata dalle donne e dagli uomini gay per bere alla fonte l’elisir della giovinezza

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Essa consiste nel… No, seriamente, servono spiegazioni? Si presuppone che l’inizio e l’invenzione di tale pratica sia da ascrivere all’estinto ominide Homo erectus, il primo uomo ad acquisire la postura eretta del corpo e del pene. Essendo afflitto da persistenti e fastidiose erezioni, l’unica cura pare fosse infatti quella di farsi sboccaciucciare dalla propria compagna che, essendo anche lei bipede, era più difficile da cogliere di sorpresa a 90 gradi per sfogarsi. Da allora il pompino è stato una costante nella nostra evoluzione, ne ritroviamo prove nei disegni rupestri dei Neandertal e degli omini sapienz, nei geroglifici egizi, nei mosaici romani, nei vasi greci, nei quadri medievali e rinascimentali e nel tablet di Matteo Renzi mentre siede in consiglio dei ministri. Non c’è bisogno di ulteriori motivi per praticare sesso orale, ma pare che questi fiocchino da soli. Sembra infatti che la fellatio non presenti dei benefici solo a chi lo riceve ma anche a chi lo fa. L’università dello stato di New York ha infatti svolto una ricerca, comparando la vita sessuale di 293 donne alla loro salute mentale. Il risultato ha rivelato che lo sperma contiene delle sostanze chimiche in grado di incidere positivamente sull’umore, aumentando il benessere, la gioia e riducendo l’insonnia. Sembra inoltre che lo sperma contenga tre anti-depressivi, altro che paroxetina. La ricerca ha inoltre rilevato che le donne che fanno sesso senza protezione sono meno depresse e ottengono risultati migliori nei test cognitivi. Sembra addirittura che le donne che hanno un’attività sessuale molto attiva ma usando protezione siano depresse quanto quelle in astinenza sessuale da molto tempo. Insomma, la solita discrasia tra felicità e sicurezza teorizzata da Freud. Lo sperma contiene anche tireotropina (un altro anti-depressivo), melatonina (per sonni tranquilli) e serotonina (sappiamo tutti che è cosa buona e giusta). Quindi non rimane altro che dedicarsi a queste attività senza dimenticarsi le regole di educazione necessarie anche in questo campo.

Fonte: oldmag

Lavorando tutti 4 ore al giorno porremmo fine a guerre e fame nel mondo

Lavorando tutti 4 ore al giorno porremmo fine a guerre e fame nel mondo

lo penso che in questo mondo si lavori troppo, e che mali incalcolabili siano derivati dalla convinzione che il lavoro sia cosa santa e virtuosa; insomma, nei moderni paesi industriali bisogna predicare in modo ben diverso da come si è predicato sinora

lo voglio dire, in tutta serietà, che la fede nella virtù del lavoro provoca grandi mali nel mondo moderno, e che la strada per la felicità e la prosperità si trova invece in una diminuzione del lavoro.

Il concetto del dovere, storicamente parlando, è stato un mezzo escogitato dagli uomini al potere per indurre altri uomini a vivere per l’interesse dei loro padroni anziché per il proprio.

L’ozio è essenziale per la civiltà e nei tempi antichi l’ozio di pochi poteva essere garantito soltanto dalle fatiche di molti.
Tali fatiche avevano però un valore non perché il lavoro sia un bene, ma al contrario perché l’ozio è un bene.

La tecnica moderna ci consente di distribuire il tempo destinato all’ozio in modo equo, senza danno per la civiltà.

Se il salariato lavorasse quattro ore al giorno, ci sarebbe una produzione sufficiente per tutti e la disoccupazione finirebbe, sempre che si ricorra a un minimo di organizzazione. Questa idea scandalizza la gente perbene, convinta che i poveri non sappiano che farsene di tanto tempo libero.

In un mondo invece dove nessuno sia costretto a lavorare più di quattro ore al giorno, ogni persona dotata di curiosità scientifica potrebbe indulgervi.

Soprattutto ci sarebbe nel mondo molta gioia di vivere invece di nervi a pezzi, stanchezza e dispepsia Il lavoro richiesto a ciascuno sarebbe .sufficiente per farci apprezzare il tempo libero, e non tanto pesante da esaurirci.

E non essendo esausti, non ci limiteremmo a svaghi passivi e vacui. Almeno l’uno per cento della popolazione dedicherebbe il tempo non impegnato nel lavoro professionale a ricerche di utilità pubblica e, giacché tali ricerche sarebbero disinteressate, nessun freno verrebbe posto alla originalità delle idee.

Ma i vantaggi di chi dispone di molto tempo libero possono risultare evidenti anche in casi meno eccezionali. Uomini e donne di media levatura, avendo l’opportunità di condurre una vita più felice, diverrebbero più cortesi, meno esigenti e meno inclini a considerare gli altri con sospetto-a smania di far la guerra si estinguerebbe in parte per questa ragione, e in parte perché un conflitto implicherebbe un aumento di duro lavoro per tutti.

Il buon carattere è, di tutte le qualità morali, quella di cui il mondo ha più bisogno, e il buon carattere è il risultato della pace e della sicurezza, non di una vita di dura lotta.

I moderni metodi di produzione hanno reso possibile la pace e la sicurezza per tutti;

Noi abbiamo invece preferito far lavorare troppo molte persone lasciandone morire di fame altre.

Perciò abbiamo continuato a sprecare tanta energia quanta ne era necessaria prima dell’invenzione

Elogio dell’Ozio di Bertrand Russell.

Native americane: la loro bellezza uccisa dai colonizzatori bianchi (foto)

Native americane: la loro bellezza uccisa dai colonizzatori bianchi (foto)

Nelle tribù native americane le donne svolgevano un ruolo fondamentale, in alcune tribù come gli Apache la famiglia era matriarcale, non si limitavano dunque alla vita domestica, ma erano un punto di riferimento per l’intera collettività.

Le donne svolgevano la maggior parte dei compiti: crescevano e accudivano i figli, confezionavano indumenti, raccoglievano frutta, mais, montavano e smontavano tende e tanto altro.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare il ruolo della donna era onorato e la figura veniva rispettata perché nessun ruolo veniva interpretato in maniera servile.

Come racconta il sito Indiani America:

“le donne erano oggetto di premure e attenzioni: a cominciare dal mattino quando il marito spazzolava i capelli alla moglie, le faceva le trecce e le dipingeva il viso”.

Il matrimonio era un vincolo sacro in cui la donna aveva il massimo rispetto collettivo, non prendeva il cognome del marito, né quello della tribù.

Le testimonianze fotografiche mostrano queste donne splendide, i loro volti sereni furono poi lacerati per sempre dallo sterminio avvenuto per opera dei colonizzatori bianchi. Un olocausto che mutò per sempre la storia dei nativi.

Vogliamo ricordarle con questi emozionanti ritratti scattati tra il 1870 e il 1890.