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FridaysForFuture: migliaia di giovani scioperano in piazza, vogliono salvare il Pianeta!

FridaysForFuture: migliaia di giovani scioperano in piazza, vogliono salvare il Pianeta!
In Italia, in Germana, in Svizzera, in Belgio e in tante altre città: solo a Berlino oltre 10mila ragazzi hanno marciato fino al ministero dell’Economia per chiedere ai governanti misure immediate contro i cambiamenti climatici in attesa del Global Climate Strike, la marcia internazionale per il clima del prossimo 15 marzo.

#FridaysForFuture è l’hashtag che ha invaso i social e da cui è partito il movimento che unisce alunni e studenti universitari di diverse città europee. L’idea è quella di scioperare ogni venerdì, esattamente come fa Greta Thunberg.

Da Milano a Torino, Pisa, Genova e Roma, la mobilitazione cresce e si unisce agli obiettivi che l’attivista Greta ha elencato durante il Forum economico internazionale di Davos. Proprio in quell’occasione, la ragazza aveva lanciato un appello:

“Chiunque ha a cuore la salute del pianeta e crede nel bisogno di cambiare rotta è benvenuto!”, aveva detto Greta.

I giovani, sembrano averlo capito, prima degli adulti. “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”. Alunni e studenti, ovviamente non hanno diritto di sciopero e quindi avranno, così come Greta, un giorno di assenza.

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Un segnale forte per la politica internazionale che passa da parole come democrazia e coscienza civile.

“Io non voglio la vostra speranza, voglio che andiate in panico. Voglio che proviate la paura che provo io ogni giorno. E poi voglio che agiate. Voglio che agiate come gfareste in caso di una crisi. Voglio che agiate come se la casa andasse in fiamme. Perché sta andando in fiamme”, Greta Thunberg.

fonte: greenme

La Groenlandia si sta sciogliendo ancora più velocemente di quanto previsto fino a oggi

La Groenlandia si sta sciogliendo ancora più velocemente di quanto previsto fino a oggi
È questo l’inquietante scenario delineato da un nuovo studio condotto dai ricercatori della Ohio State University. Gli scienziati preoccupati per l’innalzamento del livello del mare si erano a lungo concentrati sulle regioni sudorientali e nord-occidentali della Groenlandia, dove i grandi ghiacciai perdono gli iceberg che vanno poi alla deriva nell’Oceano Atlantico.

Ma il nuovo studio pubblicato il 21 gennaio su Pnas ha rilevato che la più grande perdita di ghiaccio registrata dall’inizio del 2003 alla metà del 2013 proviene dalla regione sud-occidentale della Groenlandia, che è per lo più priva di grandi ghiacciai.

“Qualunque cosa fosse, non poteva essere spiegata dai ghiacciai, perché non ce ne sono molti lì”, ha detto Michael Bevis, autore principale della ricerca e professore di geodinamica della Ohio State University. “Doveva essere la massa di superficie, il ghiaccio si stava sciogliendo dall’entroterra alla costa”

Questo scioglimento, che Bevis e i suoi coautori credono sia in gran parte causato dal riscaldamento globale, fa sì che nella parte sud-occidentale della Groenlandia, durante l’estate, fiumi d’acqua sfocino nell’oceano. Una minaccia meno nota e finora considerata poco seria ma in realtà molto grave in termini di innalzamento del livello del mare.

Gli scienziati del clima e i glaciologi dal 2002 monitorano via satellite la calotta glaciale della Groenlandia. I dati forniti dai satelliti hanno dimostrato che tra il 2002 e il 2016, la Groenlandia ha perso circa 280 gigatoni di ghiaccio all’anno. Inoltre, il tasso di perdita di ghiaccio in tutta l’isola era tutt’altro che costante.

Il team di Bevis ha utilizzato i dati dello strumento GRACE e della stazioni GPS sparse per la costa della Groenlandia per identificare i cambiamenti nella massa di ghiaccio. I modelli hanno mostrato una tendenza allarmante. Fino al 2012, il ghiaccio si stava perdendo a una velocità quasi quattro volte maggiore rispetto a quella del 2003. La più grande sorpresa era che questa accelerazione era concentrata nel sud-ovest della Groenlandia, una parte dell’isola che in precedenza non era investita da perdite repentine di ghiaccio.

La scoperta potrebbe avere gravi implicazioni per le città costiere degli Stati Uniti, tra cui New York e Miami, nonché per le nazioni insulari particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello del mare.

Purtroppo non si può tornare indietro, ha detto Bevis:

“L’unica cosa che possiamo fare è adattare e mitigare l’ulteriore riscaldamento globale: è troppo tardi perché non ci sia alcun effetto. Questo causerà un ulteriore innalzamento del livello del mare. Abbiamo visto che la calotta di ghiaccio è a un punto critico.”

E la colpa è certamente dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.

Fonte:https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/30190-groenlandia-scioglimento

 

 

 

I cambiamenti climatici? Colpa di Satana! La teoria di Cristiano Ceresani del ministero della Famiglia

I cambiamenti climatici? Colpa di Satana! La teoria di Cristiano Ceresani del ministero della Famiglia

I cambiamenti climatici? Colpa di Satana che agisce come forza trascendente nel cuore dell’uomo. A sostenere questa tesi audace sul riscaldamento globale è Cristiano Ceresani, il capo di gabinetto del Ministero per la Famiglia e le disabilità, che ospite a Uno Mattina, fornisce una sua personale visione racchiusa nel libro ‘Kerygma, Il Vangelo degli ultimi giorni’.

Su Rai uno si parla di surriscaldamento globale e i conduttori della trasmissione chiedono a Ceresani se sia o meno colpa dell’uomo. Il capo gabinetto risponde:

“È ovviamente colpa dell’uomo, della sua incuria, della sua avarizia, della sua ingordigia. Se abbiamo calpestato questo pianeta che è l’unico che abbiamo e che non possiamo sostituirlo è colpa dell’uomo. Ma nell’uomo, come nella storia umana, agisce la tentazione, parliamo di forze trascendenti”.

Nella perplessità generale, Ceresani continua:

“Nel cuore dell’uomo agisce la tentazione. Io nel libro cerco di spiegare come il fatto che Satana negli ultimi tempi che precedono la parusia sarà scagliato sulla Terra con grande furore sapendo che gli resta poco tempo, proprio per prendere di mira il creato e la creazione è un dato teologico. Dinanzi a questo dato teologico, io faccio delle domande dico: perché ci viene rivelata questa cosa? Cioè, perché andando a leggere nelle scritture questo tema dello sconvolgimento finale viene evocato? Lo paragono a quel che accade oggi, e quel che accade è oggi è qualcosa del tutto inedito nella storia dell’umanità, che non è mai accaduto e gli scenari che abbiamo ce li hanno raccontati prima, sono molto molto pericolosi per la sopravvivenza del genere umano”.

In poche parole, quindi, Satana attraverso l’uomo crea i cambiamenti climatici che a sua volta sarebbero da attribuire alla fine dei tempi e alla venuta di Cristo sulla Terra. Quello che la Bibbia chiama “il demonio della Parusia”, secondo Ceresani, sarebbe proprio il disastro ecologico.

E noi, che pensavamo che il riscaldamento globale fosse la conseguenza di erosione e consumo del suolo, consumismo, allevamenti intensivi etc etc. Anche il mondo dei social si è scatenato sotto l’hastag #Satana, centinaia di tweet ironici tra chi invoca l’esorcista per le previsioni meteo e chi dà la colpa alla famiglia Adams per il buco dell’ozono.

Fonte: greenme