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La mappa dell’Universo come un quadro di Van Gogh: l’arte dell’Universo del satellite Planck

E quindi uscimmo a riveder le stelle’: lo diceva Dante prima di sapere quando meravigliose potessero essere le stelle da vicino e come inaspettati potessero essere gli accostamenti tra le arti di cui anche lui stesso fu un brillante esponente e la “fredda” tecnologia. Per questo, forse, la famosa frase della Divina Commedia è anche il titolo dell’evento che si è tenuto ieri 21 novembre presso il Politecnico di Milano.

La sequenza di vedute ottenute dalla missione Planck dell’ESA (European Space Agency) è stata ottenuta a frequenze crescenti, da 30 a 857 GHz, e per ogni frequenza, l’animazione mostra le fluttuazioni di temperatura e altri parametri variabili. La ”somiglianza” con la notte stellata di Van Gogh è molto suggestiva e ci “avvicina” alle nostre stelle un po’ di più.

“Lo spazio è da sempre fonte di ispirazione per artisti e di sfide appassionanti per ricercatori e scienziati – si legge sul sito dell’evento – […] Dall’origine dell’universo alle missioni verso Marte e Mercurio, un viaggio nelle nuove tecnologie per migliorare l’ambiente, la salute e, in generale, il benessere dell’umanità”.

L’esplorazione spaziale vista come metafora di un viaggio dell’uomo verso la conoscenza e verso il progresso: immagini e video che, in un certo senso, parlano da soli.