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La gente non ha mica capito che il lavoro è schiavitù.

Chi si ribella al lavoro trovando forme di boicottaggio o comunque metodi per ricavarne più profitti (cosa più che giusta dato che tutta la ricchezza che produciamo dovrebbe essere tutta nostra) viene preso per delinquente dagli altri sfruttati, i quali però muoiono dalla voglia di fare come i primi, ma siccome non sanno farlo (stupida morale!)… li denunciano, diventano sbirri, aiutano il capitale e i padroni.

Qui sarebbe da riappropriarci di ogni cosa, ma ormai la gente crede che sia la schiavitù del lavoroquella che garantisce dignità.

Da dove viene questa credenza?

Da dove arriva questa deformazione?

Da dove proviene questa fede nelle catene pensate come libertà?

Dall’educazione, o meglio, da un tipo preciso di educazione e di cultura. Ma agli schiavi non toccargli neanche la cultura dello schiavo, che ne va fiero e la insegna pure ai figli, pensa che sia cultura di libertà.

Ah! Come ci hanno fottuto alla grandissima!

Testo di Paolo Dicino