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Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, 7

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, secondo i dati raccolti dalla NASA e diffusi ufficialmente ieri, mercoledì 6 febbraio. Le rilevazioni confermano ciò che dicono ormai da decenni i ricercatori, con prove consistenti: la Terra si sta scaldando, anche a causa dell’enorme quantità di anidride carbonica immessa ogni anno nell’atmosfera a causa delle attività umane.

La NASA ha a disposizione un registro che copre con accuratezza gli ultimi 140 anni, e l’anomalia nell’aumento della temperatura è chiaramente visibile nella progressione storica delle rilevazioni. Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati nella storia, e 18 dei 19 più caldi si sono verificati a partire dal 2001. Gavin A. Schmidt, responsabile del gruppo di ricerca che ha condotto le ultime analisi, ha detto che: “Non stiamo più parlando di una situazione in cui il riscaldamento globale è nel futuro. È qui. Sta succedendo ora”.

Nel 2018, la temperatura media globale è stata di oltre un grado celsius superiore rispetto alla media registrata negli ultimi decenni dell’Ottocento, quando le attività umane iniziarono a comportare l’emissione di maggiori quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Come altri gas serra, l’anidride carbonica impedisce alla Terra di disperdere correttamente il calore accumulato dai raggi solari, portando a cambiamenti del clima e a eventi meteorologici – come uragani, tempeste e periodi di siccità – più estremi di un tempo.

Secondo i ricercatori, per evitare le peggiori conseguenze del riscaldamento globale, la temperatura media globale non dovrà superare i due gradi celsius, rispetto ai livelli preindustriali. Un recente rapporto dell’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa del riscaldamento globale ha fornito prospettive poco incoraggianti, specificando che il limite dei due gradi celsius potrebbe essere troppo ottimistico e che per evitare gravi conseguenze ci si dovrebbe mantenere sotto gli 1,5 °C. Oltre 190 paesi hanno sottoscritto l’Accordo di Parigi sul clima nel 2015 con l’impegno di ridurre le loro emissioni di anidride carbonica, ma ci sono molti dubbi sul mantenimento delle promesse e sull’efficacia delle politiche annunciate per farlo.

L’anno più caldo mai registrato resta per ora il 2016 e fu condizionato, almeno in parte, dal cosiddetto “El Niño”, l’insieme di fenomeni atmosferici che si verificano ciclicamente nell’oceano Pacifico con un picco nei mesi di dicembre e gennaio, in media ogni cinque anni. Nel 2018 si è verificato un fenomeno opposto, ma ciò non ha comunque influito più di tanto sul risultato finale, complice una lieve ripresa di “El Niño” negli ultimi mesi dell’anno, e che potrebbe avere ripercussioni anche quest’anno.