I 35€ non sono i soldi che finiscono nelle tasche degli immigrati

35€ non sono i soldi che finiscono nelle tasche degli immigrati , sono i soldi (provenienti in gran parte dal Fondo per i rifugiati dell’UE) che vengono destinati al centro di accoglienza per ogni immigrato ospitato (e non sono sempre 35€, di solito è meno).
Con quei soldi il centro d’accoglienza si occupa di tutto: cibo, energia elettrica, acqua, medicinali, stipendi degli impiegati, eventuale affitto ecc ecc.

In tasca ad ogni immigrato vanno circa 2.5€ al giorno. Il cosiddetto “pocket money”.

Gli immigrati sono accolti nei centri di accoglienza, non negli hotel.
Quelli negli hotel sono una frazione minima del totale.

scusate_se

E funziona così: il proprietario di un hotel, che magari si ritrova diverse stanze vuote, CHIEDE allo Stato di mandare gli immigrati anche nella propria struttura, facendosi corrispondere un totale di 35€ (circa) per ciascuno.
Non è lo Stato che “li mette negli hotel“, quindi, sono gli hotel che fanno richiesta di ospitarli.
E lo richiedono perché gli conviene.
Capito, geniacci?

14034704_1348969721798025_3413663264631149114_nDetto questo, mentre gli imbecilli “si danno da fare per il proprio paese” imbrattando migliaia di pagine web di post contro gli immigrati, i richiedenti asilo di Gioiosa Ionica hanno deciso di donare tutto il loro pocket money (ovvero 2.5€ a testa, come dicevamo) in favore dei paesi colpiti dal terremoto.
E venti richiedenti asilo del GUS (Gruppo Umana Solidarietà) di Monteprandone (nelle Marche) sono partiti alla volta di Amandola, uno dei centri colpiti dal terremoto, per andare a dare una mano ai soccorsi.

Perché chi ha conosciuto da vicino la sofferenza e il dolore, chi li ha guardati negli occhi, solitamente è il primo a correre quando si tratta di aiutare davvero chi soffre.
Mentre la brava gente, nel frattempo, si dedica ad indignarsi su Facebook

 

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Post copiato da Emiliano Rubbi

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