Crea sito

Riscaldamento globale, il Mediterraneo rischia uno sconvolgimento climatico

Riscaldamento globale, il Mediterraneo rischia uno sconvolgimento climatico

 

Un ricerca pubblicata su Science ha disegnato gli scenari climatici ed ecologici che interesserebbero il Mediterraneo nel caso venissero superati i limiti imposti dall’accordo di Parigi sul riscaldamento globale

Mediterraneo
Foto: Getty Images

Un segnale di allarme arriva da uno studio pubblicato su Science: il riscaldamento globale al di sopra degli 1,5°C, il limite ideale contenuto nell’accordo di Parigi sul clima, potrebbe cambiare radicalmente la regione del Mediterraneo, generando ecosistemi mai visti dalle nostre parti negli ultimi 10mila anni.

Insomma con l’aumento delle temperature oltre i limiti previsti, alcune regioni più fragili, come quella del Mediterraneo, subiranno maggiormente gli effetti del riscaldamento.

E il pericolo da noi non è poi tanto remoto, visto che già oggi le temperature del bacino Mediterraneo sono mediamente di 1,3°C più alte di quanto lo fossero tra il 1880 e il 1920 (periodo pre-industriale), rispetto a un incremento della temperatura media mondiale che nello stesso intervallo di tempo non ha superato gli 0,85°C.

Gli ecosistemi del Mediterraneo hanno un valore inestimabile sia dal punto di vista della biodiversità a livello globale sia per quanto riguarda le necessità dell’uomo: forniscono acqua pulita, proteggono dalle inondazioni, ed eseguono uno stoccaggio naturale del carbonio attraverso il quale viene assorbita buona parte delle emissioni di CO2 derivate dalle attività antropiche. Secondo gli autori della ricerca appena pubblicata, queste funzioni di salvaguardia naturale sarebbero in serio pericolo se la temperatura globale aumentasse oltre la soglia stabilita.

Per valutare con precisione i possibili effetti del superamento della soglie di temperatura previste dall’accordo di Parigi, gli scienziati Joel Guiot e Wolfgang Cramer hanno usato le cosiddette carote di polline, campioni di sedimenti grazie ai quali è stato possibile studiare i cambiamenti climatici ed ecosistemici dell’area mediterranea negli ultimi 10mila anni. Le carote di polline sono campioni prelevati da un mezzo contenente una stratificazione di polline, dove gli strati inferiori sono più antichi di quelli superiori perché ogni nuovo strato ricopre il precedente. L’analisi del tipo e della frequenza del polline in ogni strato viene usata per studiare i cambiamenti nel clima e nella vegetazione in diversi periodi storici.

Con i dati ottenuti dal carotaggio, i ricercatori hanno riprodotto attraverso delle simulazioni gli scenari del futuro relativamente ai diversi possibili incrementi della temperatura. Le simulazioni sono state di due tipi: un gruppo ha previsto cosa succederebbe se venissero superati i limiti imposti da Parigi, mentre l’altro gruppo ha ipotizzato gli effetti derivati dal rispetto dell’accordo sul clima. Nella prima ipotesi, il sud della Spagna diventerebbe desertico, le foreste decidue invaderebbero buona parte delle montagne e la macchia sostituirebbe la maggior parte delle foreste decidue del bacino Mediterraneo. Invece nell’eventualità in cui il riscaldamento globale fosse davvero contenuto entro gli 1,5°C superiori al periodo pre-industriale, i cambiamenti dell’ecosistema rimarrebbero entro i limiti già osservati negli ultimi 10mila anni.

L’analisi ha tenuto conto solo degli effetti del riscaldamento globale, tralasciando altri tipi di impatto che potrebbe avere l’uomo sugli ecosistemi: il consumo di suolo e l’urbanizzazione sono per esempio alcune fra le altre attività che cresceranno nel prossimo futuro a causa dell’incremento demografico e della crescita economica.

La speranza dunque è che gli accordi di Parigi abbiano l’effetto voluto. Ma purtroppo, c’è chi solleva seri dubbi sull’efficacia della road map. È il caso, per esempio, di Steffen Kallbekken, direttore del Centre for International Climate and Energy Policy, che in occasione dell’accordo aveva dichiarato come, secondo lui, gli obbiettivi del testo attuale non sarebbero sufficienti, e metterebbero il mondo in una traiettoria di aumento della temperatura tra i 2,7°C e i 3,7°C. In questo senso un segnale positivo è arrivato dalla Germania, che ha votato all’inizio di ottobre una risoluzione per bandire i motori a combustione interna entro il 2030.

fonte:https://www.wired.it/attualita/ambiente/2016/10/28/mediterraneo-riscaldamento-globale/

Clima: amministrazione Trump nega effetti dell’anidride carbonica

Clima: amministrazione Trump nega effetti dell’anidride carbonica

L’amministrazione Trump conferma il suo orientamento negazionista nei confronti dei cambiamenti climatici. Questa volta ad andare contro quelle che sono le convinzioni della quasi totalità del panorama scientifico mondiale è Scott Pruitt, posto dal neo Presidente USA a capo della Environmental Protection Agency (EPA, Agenzia federale per la protezione dell’ambiente).

 c L’anidride carbonica non produrrebbe alcun effetto rilevante nei confronti del clima secondo l’avvocato statunitense Scott Pruitt, cresciuto professionalmente negli USA portando avanti battaglie contro aborto, unioni gay e la stessa EPA che ora rappresenta, che ha dichiarato:

Credo che misurare con precisione l’impatto dell’attività degli uomini sul clima sia qualcosa di molto difficile. Sul livello di questo impatto mi sembra che esista un immenso disaccordo, io direi che le emissioni di CO2 non incidono, non sono d’accordo che si tratti di un fattore primario nel riscaldamento globale.

c

Non sembrano aver convinto lo scettico Pruitt i numerosi studi prodotti da NASA e NOAA, l’ultimo dei quali riportava (appena lo scorso gennaio un pericoloso allarme riguardante l’innalzamento della temperatura media della Terra:

La temperatura media del pianeta è aumentata di circa 2,0 gradi Fahrenheit (1,1 gradi Celsius) dalla fine del diciannovesimo secolo, un cambiamento dovuto in gran parte all’aumento di anidride carbonica e di altri emissioni nell’atmosfera dovute all’attività dell’uomo.

Pruitt avrebbe al contrario ricevuto il pieno sostegno di Trump, il cui negazionismo climatico non è mai stato un mistero. Lo stesso Presidente USA ha dichiarato in più occasioni di ritenere i mutamenti climatici una “bufala inventata dai cinesi”

Auroville I’incredibile città dove le persone vivono senza soldi, politica e religione

Auroville I’incredibile città dove le persone vivono senza soldi, politica e religione
Auroville è stata fondata nel 1968, il progetto venne presentato al Governo Indiano, che decise di appoggiarlo e lo porto’ all’Assemblea Generale dell’UNESCO. Nel 1966 l’ UNESCO approvo’ all’unanimita’ una risoluzione che raccomandava Auroville come progetto di basilare importanza per il futuro dell’umanità. I suoi abitanti appartengono a nazioni e culture diverse, coesistono senza alcun problema, poiché non hanno un sistema politico, non hanno religione e non utilizzano i nostri sistemi economici ma vivono attraverso il sistema di scambio, i cittadini percepiscono una specie di “reddito di cittadinanza”  lavorando per la comunità nel campo preferito, niente è imposto.

C’è ancora un posto dove vivere, e non solo per i suoi paesaggi, ma per i loro ideali di società che non seguono gli standard a cui siamo abituati. In questa città non ci sono soldi, nessuna religione, nessuna politica. Questo è veramente un paradiso.

Pensate in un posto del genere  senza tutti questi fattori che in realtà sono i nostri problemi, un luogo dove si può finalmente vivere in pace.

 

Auroville si trova nel sud dell’India, a 150 chilometri da Chennai a Madras. In questa città gli edifici sono realizzati sulla base di un’architettura sperimentale, in quanto sono in continua evoluzione. Questo perché queste strutture cercano di ottimizzare l’uso delle energie rinnovabili che è il loro obiettivo principale: il riutilizzo e il riciclaggio.

La persona che ha progettato, gestito e fondato questa meravigliosa città era: Mirra Alfassa, meglio conosciuta come “Madre”.

“CI DOVREBBE ESSERE UN LUOGO SULLA TERRA CHE NESSUNA NAZIONE PUÒ RIVENDICARE COME PROPRIO, IN CUI TUTTI GLI ESSERI UMANI DI BUONA VOLONTÀ CHE HANNO UNA SINCERA ASPIRAZIONE POSSONO VIVERE LIBERAMENTE COME CITTADINI DEL MONDO, OBBEDENDO A UN’UNICA AUTORITÀ, QUELLA DELLA VERITÀ SUPREMA. UN LUOGO DI PACE, CONCORDIA E ARMONIA DOVE L’ISTINTO COMBATTIVO DELL’UOMO È STATO UTILIZZATO ESCLUSIVAMENTE PER ELIMINARE LA CAUSA DELLE LORO SOFFERENZE E DELLE TANTE MISERIE, PER SUPERARE LE LORO DEBOLEZZE E L’IGNORANZA, E PER TRIONFARE SUI LORO LIMITI. UN LUOGO DOVE I BISOGNI DELLO SPIRITO E L’INTERESSE DEL PROGRESSO PREVALGANO SUL SODDISFACIMENTO DEI DESIDERI E DELLE PASSIONI O LA RICERCA DEL PIACERE E GODIMENTO MATERIALE” QUESTA ERA L’IDEA DI ALFASSA.

 

Da questo ideale, ora abbiamo questa straordinaria città.

La cosiddetta “città dell’aurora” vuole diventare un punto di riferimento per lo sviluppo ecosostenibile e l’innovazione sociale indiana e del mondo. La città è autosufficiente energeticamente grazie all’energia solare. Si fonda sull’agricoltura biologica e produzione di latte e latticini, il riciclaggio della quasi totalità dei materiali e la costruzione con tecniche di bioedilizia. Vanta un sistema educativo gratuito e senza voti. Si struttura sulla proprietà collettiva, senza leggi o forze dell’ordine e coltiva l’arte spontanea, la quiete e la meditazione.

Sicuramente questa città è un esempio da seguire, principi sani, condivisione e fratellanza, se qualcuno desidera visitare questa città (sono tantissimi i visitatori ogni anno) può trovare informazioni cliccando su questo link: auroville.org