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Inquinamento: così il Nord sta soffocando

Inquinamento: così il Nord sta soffocando

Il Nord soffoca. Dal Piemonte al Veneto, si boccheggia a causa degli elevati livelli di smog. Le polveri sottili in queste regioni ma anche in Lombardia e in Emilia Romagna hanno superato i livelli di guardia.

Le condizioni meteo dei prossimi giorni non lasciano presagire nulla di buono. Difficilmente gli inquinanti presenti nell’aria potranno dissiparsi. Per questo sono già stati avviati vari provvedimenti di blocco del traffico.

Si preannuncia un dicembre nero per chi vive in queste regioni, e soprattutto nelle grandi città. I bollettini delle varie Arpa parlano chiaro: i limiti di PM10 sono stati superati in numerosi centri abitati.

Lombardia

Nelle province di Milano, Monza, Pavia, Lodi e Cremona ieri le colonnine hanno registrato valori di polveri sottili sopra i limiti per il 6° giorno consecutivo, mentre a Mantova è stato raggiunto il 5°. Le medie in queste provincie mostrano concentrazioni di PM10 comprese tra 51 e 74 microgrammi/m³.

Per questo, sono scattate le misure temporanee di primo livello, riguardanti i Comuni che superano i trentamila abitanti e la provincia di Monza e Brianza. Qui è scattato il divieto di circolazione per i veicoli da Euro 0 a Euro 4 dalle 8,30 alle 18,30 di oggi mentre nelle abitazioni le temperature dovranno essere ridotte di un grado, non superando i 19°. Divieti in vigore fino a lunedì.

Piemonte

Anche in Piemonte le polveri sottili sono elevate. I dati aggiornati fino a ieri parlano di 8 giorni consecutivi di sforamento dei limiti di Pm10 a Torino, Alessandria, Asti e in altri comuni minori. Ad Alessandria ieri sono stati registrate concentrazioni di PM10 pari a 81 microgrammi/m³.

Da domani fino a lunedì limitazioni al traffico nei comuni di Torino, Beinasco, Borgaro Torinese, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese.

Emilia Romagna

È allerta a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Forlì-Cesena, dove dal 30 novembre nelle cinque province sono stati registrati superamenti del limite di legge per il PM10 (50 ug/m3). Da lunedì 3 dicembre erano scattate le misure emergenziali, che rimarranno in vigore fino a lunedì.

“La tendenza meteorologica prevede probabile ventilazione in regione a partire da sabato 8 dicembre, mentre i fenomeni per il 6 e 7 dicembre saranno limitati e di scarsa consistenza, non sufficienti a garantire un rientro delle concentrazioni di PM10 entro il limite dei 50 ug/m3. La provincia di Bologna ha registrato un calo delle concentrazioni nella giornata di mercoledì 5 dicembre, con valori tuttavia superiori al limite in una stazione e per il 6 dicembre si prevedono concentrazioni vicino al limite. Inoltre, nei giorni scorsi i valori di PM2.5 hanno rappresentato circa l´80% della concentrazione di PM10, suggerendo la presenza di processi chimici favorevoli alla formazione di particolato secondario” dice l’Arpa.

Veneto

Anche in Veneto si boccheggia. Qui le concentrazioni di PM10 hanno superato in modo continuativo la media giornaliera di 50 µg/m3. In particolare, si sono registrati sei superamenti consecutivi a Vicenza (VI-Quartiere Italia), cinque a Venezia (VE-Parco Bissuola), Padova (PD-Arcella), Este, Monselice, Tribano e Piove di Sacco. Quattro i superamenti consecutivi a Rovigo (RO-Largo Martiri).

Per questo è stato attivato il livello di allerta arancio. Lunedì scorso si è toccato il livello più alto, in città: 74 microgrammi per metro cubo.

Fonte: greenme

Gas serra record spaventoso di inquinamento, mai così alti da milioni di anni

Gas serra record spaventoso di inquinamento, mai così alti da milioni di anni

I livelli di gas serra nell’atmosfera raggiungono un nuovo record. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), non vi è alcun segno di un’inversione di tendenza. I gas serra, principali responsabili dei cambiamenti climatici a lungo termine, continuano a crescere.

Il bollettino sul gas serra del WMO tiene traccia delle concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra. Le emissioni rappresentano ciò che entra nell’atmosfera. Le concentrazioni invece sono ciò che rimane dopo il complesso sistema di interazioni tra atmosfera, biosfera, litosfera, criosfera e oceani. Circa un quarto delle emissioni totali viene assorbito dagli oceani e un altro quarto dalla biosfera. Ma non basta, ne produciamo troppe.

Il bollettino ha mostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (CO2) nel 2017 hanno raggiunto 405,5 parti per milione (ppm), erano 403,3 ppm nel 2016 e 400,1 ppm nel 2015.

Poco incoraggianti anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto ma anche la ricomparsa di una potente sostanza chiamata CFC-11, regolata da un accordo internazionale per proteggere lo strato di ozono

L’ossido nitroso (N2O) viene emesso nell’atmosfera da fonti sia naturali (circa il 60%) che antropogeniche (circa il 40%), compresi gli oceani, il suolo, la combustione di biomassa, l’uso di fertilizzanti e vari processi industriali. La sua concentrazione atmosferica nel 2017 era 329,9 parti per miliardo, il 122% in più rispetto dei livelli preindustriali. È dannoso anche per l’ozono.

Il Bollettino ha una sezione speciale dedicata al CFC-11 (triclorofluorometano). Si tratta di un potente gas a effetto serra, che riduce l’ozono stratosferico. Regolato dal Protocollo di Montreal, dal 2012 il suo tasso di declino è rallentato a circa due terzi di quello del decennio precedente. La causa più probabile di questo rallentamento è l’aumento delle emissioni associate alla produzione di CFC-11 nell’Asia orientale.

“La scienza è chiara. Senza rapidi tagli alla CO2 e ad altri gas a effetto serra, i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita sulla Terra. La finestra di opportunità per l’azione è quasi chiusa “, ha dichiarato il segretario generale del WMO, Petteri Taalas. “L’ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione paragonabile di CO2 era 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura era di 2-3 ° C più calda e il livello del mare era 10-20 metri più alto di adesso”.

I cambiamenti climatici sono sempre esistiti, vero, ma adesso per mano dell’uomo stanno accelerando pericolosamente.

Fonte: green me

Black friday: un enorme pacco rifiuti di plastica, per dire stop al consumismo

Black friday: un enorme pacco rifiuti di plastica, per dire stop al consumismo

In Corso Vittorio Emanuele, è apparsa oggi questa installazione insolita, sopra si legge un’etichetta che recita: “Il regalo che il Pianeta non vuole”. Lo hanno consegnato in occasione del Black Friday gli attivisti di Greenpeace, insieme a uno uno striscione con il messaggio “Il Pianeta non è usa e getta”. Con questa protesta pacifica, l’organizzazione ambientalista vuole denunciare i danni causati al Pianeta dal consumismo eccessivo.

In risposta al Black Friday, Greenpeace, infatti, lancia oggi la Make Something Week, una settimana di eventi-laboratorio gratuiti che si terranno in tutto il mondo dal 23 novembre al 2 dicembre.

Nel corso degli appuntamenti organizzati per l’occasione, creativi e professionisti del settore insegneranno a chi parteciperà a riparare, riutilizzare, dare nuova vita a oggetti inutilizzati e creare con le proprie mani alternative a prodotti di plastica usa e getta: dalle decorazioni natalizie alle borse per la spesa in tessuto.

Stiamo letteralmente svendendo il Pianeta, eventi come il Black Friday non fanno altro che incentivare le persone ad acquistare oggetti che resteranno nelle nostre vite soltanto per pochi minuti, ma che danneggeranno il Pianeta per secoli”, dichiara Giorgia Monti, Project leader di Make Something Week per Greenpeace Italia. “Le aziende devono ridurre il loro uso smodato di plastica, ma anche noi consumatori possiamo imparare a modificare il nostro modo di agire e cambiare questa dannosa mentalità usa e getta”.

Basti pensare che molti degli oggetti venduti durante il Black Friday, finiscono per diventare rifiuti dopo pochissimo tempo, oltre al fatto che sono imballati in enormi quantità di plastica monouso

“Siamo stati indotti a pensare che la felicità provenga da ciò che compriamo, ma non è così”, continua Monti.

Per questo tutti sono invitati ad accettare la sfida invece di lanciarsi in uno shopping sfrenato e inutile. O ci rimarrà solo un mega pacco di rifiuti in più.

Fonte: green me