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Non la laboriosità, ma la pigrizia è la chiave del successo

Non la laboriosità, ma la pigrizia è la chiave del successo

Essere pigri non è sempre un problema. 
Anzi, la pigrizia potrebbe essere la chiave del successo.
Parola di Michael Lewis, autore del bestseller Moneyball, da cui è stato tratto il film con Brad Pitt L’arte di vincere.

In un’intervista durante un evento nel corso dell’Insight Summit, Lewis ha spiegato perché la pigrizia non gli è mai sembrata essere una cosa negativa e come l’ha aiutato a raggiungere il successo.

Sono cresciuto a New Orleans, dove nessuno fa nulla”, ha detto definendolo un posto “incantevole”, ma in cui “l’idea che il tuo valore sia connesso alle cose che fai è considerata aliena”.

Lo scrittore ha citato anche una sorta di moto di famiglia: “Fai il meno possibile, e controvoglia, perché è meglio ricevere un leggero rimprovero che compiere un’attività dura”.

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Abbracciare la pigrizia ha aiutato Lewis ad avere successo perché, secondo quanto spiega, si è focalizzato sui suoi sforzi solo quando ne valeva davvero la pena. Secondo lo scrittore è questa selezione degli sforzi da compiere a creare un vantaggio reale.

Si è focalizzato sui suoi sforzi solo quando ne valeva davvero la pena
 
 
 

Lewis sottolinea di non sentirsi in colpa quando si sente inattivo.
Risultati immagini per successoE si chiede quante migliori opportunità si siano sprecate concentrandosi su progetti meno importanti. Secondo lui, quindi, essere inattivi o meno attivi ti rende disponibile quando qualcosa per cui valga davvero la pena richiede il tuo impegno.

Inoltre, se hai tempo libero puoi dedicarti alla ricerca di un progetto su cui valga davvero la pena investire.

Le persone perdono anni delle loro vite cercando un modo per non perdere ore delle proprie vite”, argomenta ancora l’autore di Moneyball.

“La mia pigrizia lavora come un filtro”, ha detto ancora Lewis. “Qualcosa deve essere veramente interessante prima che io decida di lavorarci”.

Fonte: http://www.tpi.it/mondo/stati-uniti/perche-pigrizia-chiave-successo

QUELL’ENERGIA PULITA CHE IL GOVERNO ITALIANO INSABBIO’ SU ORDINE DEGLI U.S.A

QUELL’ENERGIA PULITA CHE IL GOVERNO ITALIANO INSABBIO’ SU ORDINE DEGLI U.S.A
La MACCHINA di DIO: 
Il mistero del raggio della Vita. 
Ettore Majorana e l’energia pulita 

In questa importantissima conferenza il giornalista RINO DI STEFANO ci introduce alla conoscenza di un argomento di eccezionale interesse e le cui implicazioni potrebbero determinare profondi cambiamenti negli assetti politico-economici, socio-culturali e scientifici della nostra società.

Si tratta infatti di uno dei più affascinanti misteri dell’epoca moderna che ci viene illustrato anche attraverso filmati sconvolgenti e scottanti documenti. Il giornalista Rino di Stefano presenta infatti le evidenze straordinarie che confermano l’esistenza di una macchina in grado di produrre energia gratuita e illimitata, di un raggio capace di vaporizzare la materia, tutto all’interno di un intrigo internazionale.

Questi sono gli ingredienti di un’incredibile storia vera che ci viene raccontata dal bravissimo giornalista che l’ha scoperta e documentata

Quell’energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo.

Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l’economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe statavolutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora.

Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l’incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione dienergia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore.

Questo processo avverrebbe tramite l’emissione, da parte di questa straordinaria macchina, di un fascio concentrato di antimateria, che a suo tempo fu definito “raggio della morte” e che, di fatto, sarebbe all’origine dell’energia gratuita che ci tengono nascosta e di molte altre incredibili proprietà in grado di rivoluzionare molti aspetti delle nostre certezze scientifiche, ma anche spirituali.

E sono proprio queste ulteriori proprietà, di natura realmente inimmaginabile, che ha portato a ribattezzare questo strabiliante strumento come “La Macchina di Dio”.

Il giornalista Rino Di Stefano, già ospite l’anno scorso del Centro Studi e Ricerche C.T.A. 102, da molti anni si sta occupando di questo affascinante argomento raccogliendo pazientemente e rigorosamente una quantità significativa didocumenti e testimonianze dirette che ne attestano l’attendibilità.

In procinto di pubblicare un volume in cui esporrà i risultati delle sue indagini su quello che indubbiamente è uno dei casi più misteriosi e controversi del panorama scientifico-politico degli ultimi cinquant’anni, Rino di Stefano ha già scritto diversi articoli su questo soggetto, due dei quali sull’edizione nazionale de Il Giornale, e ne ha anche parlato nell’ambito di alcune trasmissioni televisive in ambito Rai e Mediaset.

All’origine della vicenda c’è un uomo, Rolando Pelizza, del quale la cronaca dei giornali ha dipinto un quadro a metà tra lo scienziato e l’avventuriero. Pelizza venne alla ribalta nel 1976 quando contattò il governo italiano dell’epoca, allora presieduto da Giulio Andreotti, per offrire una macchina che, a suo dire, annichilirebbe la materia, trasformandola in energia pura.

Il governo affidò al professor Ezio Clementel, presidente del CNEN e docente di fisica presso l’Università di Bologna, il compito di verificare il funzionamento dello strumento.

L’esperimento venne effettuato tra la fine 
di novembre e i primi di dicembre 1976, seguendo un protocollo di quattro prove, 
e fu positivo. 
 

Il professor Clementelpresentò una relazione nella quale affermava che l’energia sprigionata andava ben oltre la tecnologia conosciuta.L’esperimento venne anche filmato e attualmente alcuni di questi video sono presenti anche in rete. A quel punto entrarono in ballo gli Stati Uniti, il governo italiano si tirò indietro e un oblio artificiale calò su Pelizza e la sua macchina…

Nel corso di questa conferenza, Di Stefano ci parla di alcuni degli argomenti più significativi della vicenda presentandoci fatti inediti e sconvolgenti. Il mistero, infatti, si infittisce ancora di più con il racconto di Pelizza che coinvolge la figura di Ettore Majorana, il celebre fisico scomparso nel nulla nel 1938 e di cui si è tornati stranamente a parlare proprio nei mesi scorsi.

Si tratta perciò di un video di immenso interesse:
 
 

Fonte: http://ilquieora.blogspot.it/2016/01/la-macchina-di-dio-mistero-raggio-della-vita-ettore-majorana-energia-pulita.html

I crimini di guerra commessi dagli americani in Medio Oriente

I crimini di guerra commessi dagli americani in Medio Oriente

In Iraq, come in tutti paesi del Medio Oriente ‘liberati’ dagli americani, ci sono esempi agghiaccianti di crimini di guerra di enormi dimensioni, a totale responsabilità degli Stati Uniti.

Quando si tratta di crimini di guerra gli Stati Uniti possono essere considerati come un ‘delinquente seriale’. Nell’aggressione all’Iraq nel 1991 tutti gli impianti di depurazione delle acque sono stati deliberatamente distrutti su ordine del governo statunitense, così come lo erano gli ospedali, le scuole, i negozi, i ministeri, i centri media e le stazioni radio. Tutti questi edifici sono stati rasi al suolo in tutto il paese. Oltre il cinquanta per cento del bestiame è stato distrutto, con essi anche le fattorie e gli allevamenti con l’obiettivo primario di riuscire ad ‘affamare’ un popolo inerme, che aveva l’unica colpa di essere governato da un tiranno.

Dal 2003 gli Stati Uniti si sono nuovamente distinti in Iraq in quanto a crimini di guerra commessi. Nel 2004 avvenne l’assalto USA a Fallujah, distruggendo circa 7mila case, 840 negozi, laboratori e cliniche, 65 moschee e santuari religiosi, 59 scuole, 13 edifici governativi, due stazioni elettriche, tre impianti di depurazione delle acque, diverse stazioni ferroviarie e impianti di depurazione delle acque reflue.

Gli ospedali sono stati un obiettivo esplicito e prioritario per le truppe americane e armi, come il fosforo bianco e proiettili all’uranio, sono stati utilizzati nel conflitto, violando palesemente le leggi di guerra.

I giornalisti nel mirino degli ‘esportatori di democrazia’ USA

A seguito dell’invasione USA in Iraq la direzione di Al-Jazeera aveva scritto al Segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld, dando la posizione esatta dei loro uffici in modo da evitare di essere presi di mira. Il direttore affermò:

“Dare coordinate all’esercito americano è, a quanto pare, come aspettarsi il bacio della morte”.

L’8 aprile 2003 l’esercito statunitense entrò a Baghdad dichiarando guerra soprattutto ai giornalisti, commettendo così una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra e macchiandosi di un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Le truppe americane hanno lanciato un missile verso il palazzo ove si trovavano gli uffici di Al Jazeera a Baghdad, in quell’occasione venne ucciso Tariq Ayoub, un corrispondente TV e furono feriti gravemente molti altri giornalisti. La colpa di Al Jazeera era quella di aver trasmesso immagini che mostravano alcune delle stragi condotte dalle truppe americane in tutta la capitale irachena.

Il personale di Al Jazeera superstite cercò rifugio nella vicina sede di un’altra televisione araba, la Abu Dhabi TV che, proprio per questo, a sua volta venne successivamente attaccata dagli Stati Uniti. Il corrispondente di Abu Dhabi TV, Shaker Hamed, in quell’occasione aveva emesso il seguente comunicato stampa, riuscendo a farlo girare in rete:

“25 giornalisti e tecnici appartenenti alla televisione di Abu Dhabi e di Al Jazeera sono circondati negli uffici della Abu Dhabi TV a Baghdad. I loro carri armati sparano da vicino e ci sono molti morti e feriti. Chi ascolta questo messaggio è pregato di fare in modo di intervenire rapidamente per tirarci fuori da questa zona dove i missili e proiettili colpiscono in modo incredibile”.

Dopo aver mirato Al Jazeera e Abu Dhabi TV, le truppe statunitensi hanno rivolto la loro attenzione al Palestine Hotel, dove si trovavano duecento giornalisti e media mondiali. Da tale attacco rimasero uccisi il corrispondente della Reuters, Taras Protsyuk e Jose Couso della spagnola Telecinco TV. Altri tre giornalisti sono stati feriti e l’hotel è stato ampiamente danneggiato. Si badi bene, l’esercito americano era stato preventivamente informato che il Palestine Hotel era la base dei media internazionali in Iraq.

Non solo Iraq, ma anche Afghanistan, lì la sede di Al Jazeera è stata attaccata dalle truppe USA al momento dell’invasione e, come successo in Iraq, distrussero i loro uffici.

Molti altri giornalisti sono stati uccisi o feriti deliberatamente dagli americani in Medio Oriente. Come il giornalista dell’inglese ITV, Terry Lloyd, ucciso vicino a Bassora dopo appena quattro giorni dal loro ingresso in città. La stessa sorte è toccata al cameraman Fred Nerac e il suo assistente libanese Hussein Osman. O come il cameraman francese, Daniel Demoustier che, pur essendo gravemente ferito, è riuscito a lanciare l’allarme dichiarando che:

“Gli Stati Uniti stanno sparando sui veicoli dei media per spazzare via i testimoni scomodi.”

Le armi di distruzione di massa irachene

“In Iraq ci sono armi di distruzione di massa”. Con questa clamorosa ‘fandonia’ il presidente degli Stati Uniti Bush jr. ha di fatto ‘invaso’ l’Iraq e successivamente anche l’Afghanistan (anche lì c’erano armi di distruzione di massa?).

La più grande fabbrica irachena produttrice di latte in polvere è stata la prima ‘fabbrica di armi di distruzione di massa’ ridotta in macerie dall’esercito americano. Descritta come una ‘fabbrica di armi chimiche’, in realtà avrebbe potuto al massimo essere utilizzata per fornire a Saddam Hussein… latte per l’infanzia.

Gli americani, nella ricerca delle fatidiche ‘armi di distruzione di massa’, hanno distrutto centinaia di piantagioni che producevano erbe mediche utili a realizzare antidolorifici e antibiotici. Sono molti i bombardamenti effettuati dagli Stati Uniti contro fabbriche farmaceutiche civili. Anche due ambasciate americane sono state attaccate e ciò prova inequivocabilmente che gli USA bombardarono sempre in modo del tutto casuale.

Sono molti i crimini di guerra perpetrati dagli americani, qui ne ho citati alcuni, i più noti ed eclatanti, ma il costo in vite umane civili è alto ed è sempre stato tenuto nascosto dal governo degli Stati Uniti, anche se oggi si prende persino la briga di accusare i russi in Siria che bombardano i terroristi islamici.

I russi, a quanto pare, fanno bene a non ascoltare i ‘consigli’ degli americani. Per questo la popolazione civile è salva.