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Intervista a un russo, neonazista e Gay

Intervista a un russo, neonazista e Gay

Il primo gruppo che ho incontrato era l’Unione Gay dei Patrioti della Russia, i cui membri sostengono strane teorie su come solo gli uomini gay possano essere veri patrioti russi. Ho anche imparato che esiste un gruppo chiamato Gay Aryan National-Socialists e un altro chiamato G.A.S.H., ”Gay Aryan Skinheads”. Ho rintracciato un membro di quest’ultima formazione su VK.com—l’equivalente di Facebook in Russia—e ho parlato con lui della scena nazi russa.

VICE: Ciao Balu. Puoi dirmi qualcosa dell’ideologia che sta dietro a G.A.S.H.?


Balu: 
Ci basiamo sulla liberazione dal pianeta dei nazionalisti “impuri”. Lottiamo per la purezza del sangue, per la pelle bianca e per individui belli e forti. Non accettiamo ragazzi e ragazze bianche che frequentano neri. Le unioni interraziali sono disgustose. Perché condividere la vita con dei reietti quando ci sono tanti sani ragazzi bianchi?

Perché esistono persone sane anche di molte altre razze. Nell’idea generale che abbiamo del nazismo non c’è molto spazio per l’omosessualità. Qual è il vostro punto di vista?
Penso si basi tutto su uno stereotipo. Inizialmente, gli eterosessuali costituivano una maggioranza nel movimento nazionalista. Oltretutto, l’opinione pubblica etichetta come nazionalisti dei barbari brutali, gli assassini e via dicendo, quindi coloro che osservano il movimento dall’esterno potrebbero pensare che i nazionalisti debbano essere forti, impavidi e combattenti, e i gay spesso rappresentano la gentilezza, la dolcezza e l’innocenza. Per molti non ha senso che uomini che prediligono la vita glamour possano scendere in strada per combattere per i propri diritti e le proprie idee.

Da quanto tempo esiste G.A.S.H.?
Il nostro movimento esiste da più di 20 anni. È relativamente giovane, ma ben sviluppato. Siamo un po’ in ritardo rispetto ad altre realtà in Europa e Stati Uniti, ma abbiamo tanta forza di volontà e spirito combattivo per il bene della causa bianca.


Il logo dei Gay Aryan National-Socialists.

Quindi in America e in altri Paesi europei ci sono movimenti simili?
Certo. Ci hanno suggerito un’idea che cercavamo da tempo. Ci hanno aiutato a caratterizzarci e indirizzare le nostre attività nella giusta direzione.

G.A.S.H. è l’unico gruppo di razzisti gay skinhead all’attivo in Russia?
Al momento è il movimento più diffuso fra i nazisti gay. Il fatto è che la maggioranza degli skinhead gay non aderiscono a G.A.S.H. ma hanno gli stessi scopi e lo stesso metodo di affermazione della propria influenza. Semplicemente, non attirano l’attenzione su di sé. Nemmeno a noi piace che sia data troppa attenzione alla nostra subcultura. Ma vogliamo che tutti sappiano chi siamo e per cosa lottiamo.

Siete legati ad altri gruppi gay?
Ci capita di cooperare con la comunità gay, sì. Ma non li appoggiamo completamente, perché ogni nostra attività produce un risultato, mentre le azioni della normale comunità gay in Russia non fanno che aggravare la situazione in fatto di società, omofobia e gay.

Quindi l’esistenza di G.A.S.H. secondo voi è una cosa positiva per la Russia? E per i diritti dei gay in Russia?
Non ci consideriamo degli eroi o dei personaggi particolarmente positivi. Abbiamo un metodo severo, ma funziona. Combattiamo per tutti, non solo per noi stessi. Cerchiamo di ripulire questo mondo dalle persone non necessarie, quelle prive di valore.

Oh, capito. Qual è la vostra opinione dei nazisti skinhead omofobi?
Non tutti i nazionalisti eterosessuali sono omofobi, spesso sono omosessuali latenti, in realtà. Combattiamo i nazionalisti omofobi nello stesso modo in cui combattiamo qualsiasi altra forma di omofobia. Non sono migliori di altri omofobi, per noi.

Quindi vi opponete ai loro gruppi?
Sì, combattiamo contro gli omofobi, qualunque sia il colore della pelle o la nazionalità. Non capiamo perché i nostri fratelli ci riservino questi atteggiamenti. Dopo tutto, non abbiamo nulla contro gli eterosessuali e non pianifichiamo di rendere omosessuale tutta la popolazione.

Quanti membri conta G.A.S.H.?
È difficile dire il numero esatto. Più o meno un gay su 50 è nazionalista o comunque incline a sostenere il movimento. Nel mio gruppo ci sono circa tra i 1.500 e i 1.700 membri permanenti, da Mosca e le zone limitrofe. Poi ci sono altre comunità di nazionalisti gay sparse in tutta Mosca—c’è un gruppo G.A.S.H. in ogni zona.

G.A.S.H. ha qualche membro della comunità lesbica?
Ogni tanto le lesbiche ci contattano, ma noi spieghiamo che nei nostri ranghi non c’è posto per loro.

E i nazisti skinhead transessuali? Esistono?
Non ci sono transessuali fra noi e non vedo come sia possibile che ce ne siano.

Come mai?
Crediamo che la nostra sia una guerra, e in guerra non c’è spazio per donne e uomini che si ritengono delle donne. Il fatto che si tratti di una lotta fra uomini è una parte fondamentale della nostra ideologia.

Sembra mettiate una forte enfasi sulla virilità. Qual è la vostra visione nei confronti dei gay meno mascolini? Sono comunque accettati nel vostro gruppo?
Questa è una domanda controversa. Non posso dare una risposta precisa, ogni membro viene valutato come individuo. La persona deve avere certe qualità e credere nelle nostre idee. Deve capire che potrebbe essere necessario sacrificare la vita per un’idea e per l’intera comunità.

Ok, quali sono le qualità richieste a livello sessuale?
La nostra vita sessuale generalmente consiste in BDSM, specialmente sadomasochismo. I nostri fratelli non sono amanti delle tenerezze e delle lenzuola di seta—noi compiamo solo attività da veri uomini.

Sì, questo è chiaro. Quindi il BSDM è strettamente legato all’ideologia G.A.S.H.?
Oh, sì. Quasi tutti i nazionalisti hanno piercing, giacche di pelle e jeans, da tempo un feticcio sessuale tanto quanto le teste rasate. Nella nostra natura, il rapporto sessuale è aggressivo. È simile alla passione primitiva. Alcuni di noi hanno schiavi, ma spesso non sono nazionalisti. Il sesso è una cosa sacra. È simile a come i credenti vedono Dio. Il sesso è trasmissione di passione, emozione, piacere e—ultimo ma non meno importante—sperma nel corpo di un fratello. Ci doniamo un qualcosa l’un l’altro. È una parte molto importante della nostra vita sessuale. Dall’esterno può sembrare che affrontiamo il sesso con troppa sconsideratezza, ma non è così; ogni rapporto sessuale tra fratelli ha un significato più profondo. È una cerimonia segreta col devoto.

Cosa rispondi a coloro che dicono che omosessualità e nazismo non sono esattamente culo e camicia?
Il nostro orientamento sessuale non è una barriera all’essere nazionalisti. Lo spirito del nazionalismo può essere presente in chiunque. In Russia, i diritti dei gay sono incredibilmente limitati e noi non possiamo starcene seduti in silenzio quando una persona viene uccisa per il solo fatto di essere omosessuale. Nel Caucaso c’è una fortissima opposizione ai gay. E bisogna respingerla.

Per finire, come rispondi a quelli che sostengono che Hitler non era un fan dei gay?
In quel periodo erano in vigore delle misure molto dure, ma i nazisti erano gran lavoratori e persone generose. Non penso che Hitler personalmente volesse sterminare i gay, ma l’ideologia lo richiedeva.

http://www.vice.com/it/read/intervista-russo-nazionalista-gay

Quando Matteo Salvini andava in moschea, “a chiedere voti”

Quando Matteo Salvini andava in moschea, “a chiedere voti”

Matteo Salvini ha fatto sapere a più riprese cosa ne pensa del diritto dei musulmani d’Italia, a Milano non c’è spazio per una moschea”, “Gli islamici? Preghino a casa loro”. “Non si possono edificare luoghi di culto per Allah, nel momento in cui nel nome di Allah si uccide”…di avere posti in cui pregare. E allora cosa ci faceva quindici anni fa in una di quelle moschee necessariamente improvvisate che oggi vorrebbe far sparire, accanto e tre persone che oggi accusa di essere vicine all’integralismo islamico? “Chiedeva voti”13891808_1249256131765439_3696757196995430311_n.

 

Piccardo vuole rispondere alla “campagna diffamatoria condotta da esponenti del centro-destra e dai loro organi di stampa con lo scopo di infangare la credibilità di Sumaya Abdel Qader”, membro del Caim che si è presentata con il Pd alle comunali. In queste settimane di campagna elettorale, Lega Nord e alleati hanno tuonato per le foto del padre della candidata con il deposto presidente egiziano Morsi (Fratelli musulmani)  o per i commenti pro Hamas postati dalla madre su Facebook.

“Servendosi di un’attività di dossieraggio costante ed approfondita – sostiene Piccardo – ripropongono i rapporti tra persone del tutto incensurate ammantandoli di un atmosfera di sospetto, mistificando e condendo il tutto con una buona dose di insinuanzioni. Per sostenere il teorema dell’ “Islam politico” che infiltra la politica si distorce l’identità delle nostre associazioni, si ignorano bellamente le nostre prese di posizione e il nostro lavoro sociale, educativo e culturale e si demonizza il pensiero riformista che le ispira. La politica con noi non dovrebbe nemmeno parlare”.

“E allora mi chiedo che cosa ci facesse Matteo Salvini in via Padova 144 in quella che chiamerebbe una moschea abusiva da abbattere con una ruspa, in compagnia di Gueddouda Boubakeur (esponente di primissimo piano di molte delle associazioni nel mirino oggi e parlamentare in Algeria di un partito di ispirazione islamica) di Abdelwahab Ciccarello, dirigente di Islamic Relief eAbdullah Tchina imam di via Padova, della Moschea Mariam e fondatore del CAIM”.

 

Corrida abolita, Podemos taglia i viveri agli spettacoli coi tori: svolta animalista in Spagna?

Corrida abolita, Podemos taglia i viveri agli spettacoli coi tori: svolta animalista in Spagna?

Una tradizione secolare, sublimata dalla ricca letteratura del Novecento coi vari Hemingway e Nogales nel ruolo di cantori delle arene, non basta a garantire “vita eterna” alla corrida: la lotta (non proprio ad armi pari) tra l’uomo e il toro davanti alla piazza trepidante degli appassionati di combattimenti all’ultimo sangue, nella Spagna di Podemos sembra ormai avere le ore contate.

 La direzione tracciata dai tanti sindaci indignados eletti in ogni parte del Paese iberico è chiara e per vedere abolita definitivamente la corrida potrebbero bastare pochi mesi o qualche anno al massimo, complice una crescente sensibilità dell’opinione pubblica per i diritti degli animali allevati e “sfruttati” senza alcuna pietà al solo fine di garantire uno spettacolo cruento al sempre meno nutrico pubblico pagante delle plazas de toros.

I rappresentanti sia locali che nazionali di Podemos avevano assicurato ai loro sostenitori unasvolta in tal senso, con tanto di impegno scritto nei programmi elettorali per la messa al bando nelle città amministrati dal movimento di Pablo Iglesias dei riti più crudeli finora “giustificate” datradizioni culturali o religiose di antichissima data.

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E la promessa non è stata tradita: da Valencia ad Alicante, passando per Villafranca de los Caballeros e Saragozza, gli animalisti hanno potuto cantare vittoria per il taglio dei finanziamenti ad ogni genere di spettacolo “sulla pelle” dei tori, mentre Gandia ha ufficializzato la cancellazione della corrida dai programmi degli eventi annuali.

Persino la Capitale Madrid, adesso amministrata dal sindaco Manuela Carmena, vedrà scomparire qualsiasi genere di contributo pubblico alla tauromachia, nonostante il seguito ancora rilevante di tale tradizione nella città più importante (e conservatrice, almeno storicamente) della Spagna.

Abolita ben quattro anni fa dopo qualcosa come 6 secoli a Barcellona, la corrida rimane in piedi in non poche regioni di un Paese che, anche in tema di diritti degli animali, vorrebbe chiudere i conti col passato aprendo le porte ad un futuro diverso.

L’obiettivo del superamento totale delle crudeltà sui tori, perseguito negli ultimi anni con crescente forza da gruppi politici, assocazioni e comuni cittadini, non è ancora dietro l’angolo, trattandosi di una battaglia di lungo corso, ma l’esempio dato dagli amministratori di Podemos è stato accolto dagli animalisti di tutto il mondo come una vittoria già significativa.